Opinioni

Le proiezioni dei contagi: tutti gli scenari possibili. Il rischio maggiore e il trend attuale

Le proiezioni dei contagi, se il virus colpisse tutti gli italiani. Metà dei contagiati in ospedale, il 10% necessita della terapia intensiva, circa il 3% degli affetti da coronavirus muore. Sono i dati diffusi nei bollettini quotidiani dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute. Numeri che spaventano e che ormai si sono cristallizzati nelle percentuali, bollettino dopo bollettino. Per questo c’è l’assoluta necessità di arginare i contagi perché – nei dossier che circolano nel governo e nei ministeri interessati cominciano a comparire anche le analisi che configurano lo scenario peggiore. Le proiezioni dei contagi fatte dagli scienziati al momento non sono per nulla rassicuranti.

IL RISCHIO

In questi giorni si cerca di andare avanti tra allarmismi e tentativi di depotenziare l’effettiva portata del coronavirus. Ma lo scenario più temuto è che l’epidemia possa colpire la maggioranza dei cittadini italiani. Al momento i dati sono incerti, nemmeno la comunità scientifica sa dire con precisione se l’effettiva portata della letalità del virus sia questa. Per ora i numeri parlano chiaro. Nel bollettino giornaliero del 3 marzo, ma anche nei giorni precedenti, le percentuali sono pressoché identiche. Al 3 marzo viene indicato che sono 2263 le persone che hanno contratto il virus, 1034 i ricoverati con sintomi, 229 sono in terapia intensiva, 79 le persone decedute. Certo, c’è una speranza non confessata tra gli addetti ai lavori: che al momento non è possibile sapere se effettivamente sono stati rinvenuti tutti i contagiati. Qualcuno sarà asintomatico, altri avranno confuso i sintomi dell’influenza non sapendo di aver contratto il coronavirus. È l’unica speranza a cui aggrapparsi. Ma ci sono anche proiezioni apocalittiche.

LA PROIEZIONE

Se invece si fosse riusciti ad individuare tutti i contagiati lo scenario sarebbe nefasto. Con queste percentuali se il virus fosse contratto da tutti gli italiani la situazione sarebbe quasi apocalittica. Vorrebbe dire che 30 milioni di italiani necessiterebbero di cure ospedaliere, 6 milioni di ricorrere alla terapia intensiva e si registrerebbero tra 1 e 2 milioni di decessi a causa del coronavirus. Ovviamente sarebbe impossibile per il Sistema Sanitario Nazionale gestire – tanto più contemporaneamente – milioni di ricoveri che richiedono cure e attrezzature molto specifiche. Non ci sarebbero né posti, né personale. Sarebbe il collasso totale con proiezioni apocalittiche.

ARGINARE L’EPIDEMIA

Inspiegabile allora – in presenza di questi pericoli potenziali – la mossa del governo di cercare di dare una parvenza di normalità a questo virus. Dai numeri che emergono oggi è già possibile dire che non si tratta di una “semplice forma di influenza con qualche complicazione in più” – come pure qualcuno ha cercato di far credere. Prima non è stato isolato il focolaio di Codogno da dove si è poi diffuso anche in Emilia Romagna, interventi di contenimento sono stati attuati solo quando gli abitanti della cittadina lombarda erano già andati in giro per l’Italia e per le Regioni circostanti a diffondere il virus. Nel frattempo il coronavirus si sta diffondendo anche nel resto del Paese: 30 casi in Campania, ad esempio, probabilmente di “emigrati” che rientrano a casa nel weekend. Dando così la stura alle proiezioni dei contagi.

IL DECRETO

Viene spiegato che è allo studio un decreto per obbligare gli italiani a stare a due metri di distanza, il divieto a partecipare a manifestazioni pubbliche come concerti o partite di calcio, il consiglio di evitare baci e strette di mano. Eppure, forse, sarebbe bastato isolare o cercare di arginare il focolaio già giorni fa. Magari anche con misure choc ma che avrebbero concesso un po’ di tempo prima di alimentare il virus in tutto il Paese. Ad esempio sarebbe stato possibile creare un cordone sanitario dall’Emilia-Romagna in su, negando gli spostamenti verso Sud per almeno 10-15 giorni in modo da cristallizzare la situazione al Nord e capire quante persone avevano contratto il virus prima di farle spostare in altre zone. Ci sarebbe stato un danno economico – sicuramente – ma così, con le attuali proiezioni dei contagi, si rischia che invece di fermarsi solo il Nord per qualche giorno, di bloccare l’intero Paese per chissà quanti mesi.

LA SPERANZA

Le speranze sono molteplici. Innanzitutto si spera che i numeri rilevati non siano quelli che in questi giorni ha diffuso il Ministero della Sanità. Vale a dire che i contagiati siano molti di più e che siano in buona salute senza presentare particolari sintomi. Così non fosse significherebbe: metà contagiati in ospedale e il 10% in terapia intensiva, oltre al circa 3% di decessi. Uno scenario che riprodotto in tutta Italia sarebbe una tragedia senza pari. L’altra speranza è che stavolta si riuscirà a contenere i contagi adottando misure adeguate e poi, magari con l’aiuto dell’estate e del caldo, che il virus possa scomparire dai radar per qualche mese. Magari offrendo il tempo necessario per creare un vaccino. Il problema è che ora – dai dati dati scientifici presentati – le percentuali sono preoccupanti. E non è per nulla consolatorio che a morire – ma non è neppure vero – siano solo anziani o persone con problemi pregressi come si vuole far credere. Se milioni di italiani necessitassero di cure in ospedale – come prevedono le proiezioni dei contagi – il Paese andrebbe in tilt.

ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA

Coronavirus, rischi per Concorsi, sospensione della didattica e validità anno scolastico. Miur incerto

Azzolina: “Task force per la didattica a distanza”

Prof non si arrende al coronavirus: convoca gli alunni su Facebook e tiene la lezione di matematica

Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva

Così la studentessa ha scoperto di avere il virus. Prof e compagni in osservazione volontaria

Scuole chiuse. Riapriranno il 2 marzo? Le ipotesi del Miur

Piero Angela: “Perché bisogna evitare la psicosi collettiva”

Coronavirus. Rischio per la didattica e per i concorsi: cosa succede ora

Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020

Elogio della lezione frontale: “Didattica è sentire che ciò che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo”

Gite scolastiche, il Miur fissa dei limiti sulle destinazioni. Ecco cosa prevede la normativa per ogni classe

Scuola. Se l’alunno si fa male nell’istituto, l’insegnante è obbligato ad accompagnarlo in ambulanza

Leggi qui altre notizie su OggiScuola

Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio