AperturaCopertinaNewsPoliticaPRIMO PIANOULTIMEUncategorized

Caldo a scuola, Manzi (PD): “20 milioni non bastano, serve un Piano nazionale contro la crisi climatica”

Alla vigilia del nuovo anno scolastico torna il tema delle temperature elevate nelle aule. La responsabile nazionale scuola del Partito Democratico Irene Manzi contesta la misura annunciata dal ministro Valditara per il raffrescamento degli edifici scolastici e chiede un intervento strutturale e pluriennale.

Caldo nelle aule, il PD chiede un intervento strutturale

Con l’avvio del nuovo anno scolastico torna al centro del dibattito il tema delle temperature elevate negli edifici scolastici e della capacità delle scuole italiane di garantire condizioni ambientali adeguate per studenti, docenti e personale scolastico.

A intervenire è Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico, che contesta l’efficacia dei 20 milioni di euro annunciati dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per il raffrescamento delle aule.

Secondo Manzi, la misura rischierebbe di configurarsi come un intervento temporaneo e non come una risposta strutturale alle conseguenze della crisi climatica sugli edifici scolastici.

“Prende il via il nuovo anno scolastico e i 20 milioni annunciati dal ministro Valditara per il raffrescamento delle aule rischiano davvero di essere meno di un intervento tampone, circa 57 euro per aula, non la risposta strutturale che la scuola italiana richiede”.

La dirigente dem del settore scuola ricorda inoltre di avere già sollevato la questione attraverso un’interrogazione parlamentare presentata a giugno e con un successivo emendamento depositato in commissione.

Nove scuole su dieci senza climatizzazione

Alla base della presa di posizione ci sono anche i dati riportati da La Stampa, secondo i quali circa 9 autonomie scolastiche su 10 sarebbero ancora prive di impianti di climatizzazione nelle aule.

Un quadro che, secondo Manzi, dimostrerebbe come il problema non possa più essere affrontato esclusivamente attraverso interventi emergenziali.

“Il problema non è più contingente, è strutturale, ed è ora che il Governo lo riconosca”, afferma la responsabile nazionale scuola del PD.

La questione riguarda quindi non soltanto la gestione delle giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate, ma più in generale l’adeguamento del patrimonio edilizio scolastico alle nuove condizioni climatiche.

I 20 milioni per il raffrescamento delle aule

Il finanziamento annunciato dal Governo viene considerato dal Partito Democratico insufficiente rispetto alla dimensione del problema.

La critica riguarda in particolare il rapporto tra le risorse stanziate e il numero complessivo delle aule e degli edifici scolastici interessati.

Manzi evidenzia che, considerando l’ammontare complessivo indicato, l’intervento si tradurrebbe in una cifra media di circa 57 euro per aula, una dotazione che, secondo la parlamentare dem, non sarebbe sufficiente a sostenere un programma organico di climatizzazione e adattamento degli edifici.

L’obiettivo, sostiene Manzi, dovrebbe essere quello di superare la logica dell’intervento una tantum e predisporre una strategia nazionale di medio-lungo periodo.

Il nodo degli investimenti PNRR

Nel comunicato viene affrontato anche il tema degli investimenti realizzati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Il ministro Valditara, secondo quanto riferito da Manzi, ha richiamato i 3,7 miliardi di euro investiti per l’efficientamento energetico.

La responsabile scuola del PD contesta però che tali risorse non fossero inserite all’interno di un piano specificamente destinato alla climatizzazione delle aule.

“Quelle risorse non prevedevano un piano specificamente dedicato alla climatizzazione delle aule”, sostiene Manzi, richiamando anche i dati di Cittadinanzattiva.

Secondo i dati citati nel comunicato, sarebbero infatti 4.457 su oltre 60mila le scuole italiane dotate attualmente di impianti di climatizzazione o ventilazione, pari al 7,42% del totale indicato.

Comuni, Province e Città metropolitane: il problema delle risorse

Un altro punto sollevato dal Partito Democratico riguarda il ruolo degli enti locali nella gestione dell’edilizia scolastica.

Comuni, Province e Città metropolitane hanno competenze differenti in materia di patrimonio edilizio scolastico e, secondo la posizione espressa da Manzi, da tempo segnalano difficoltà legate alla disponibilità di risorse finanziarie sufficienti per affrontare interventi strutturali.

Per la responsabile nazionale scuola del PD, attribuire agli enti territoriali la responsabilità dell’adeguamento degli edifici senza garantire risorse adeguate rischia di non risolvere il problema.

“Scaricare ora la responsabilità su Comuni, Province e Città metropolitane, che denunciano da tempo di non avere risorse sufficienti, significa spostare il problema senza risolverlo.”

La questione del raffrescamento delle aule viene quindi ricondotta al più ampio tema del finanziamento dell’edilizia scolastica e della capacità dello Stato di programmare investimenti pluriennali.

La proposta: un Piano nazionale per l’adattamento climatico delle scuole

La proposta avanzata da Manzi è quella di istituire un vero e proprio Piano nazionale per l’adattamento delle scuole alla crisi climatica.

Secondo la dirigente del PD, il piano dovrebbe prevedere:

  • risorse economiche pluriennali e certe;
  • interventi strutturali sugli edifici scolastici;
  • misure specifiche per il raffrescamento e la ventilazione;
  • una programmazione nazionale coordinata con gli enti locali;
  • interventi non limitati alle emergenze legate all’apertura dell’anno scolastico.

L’obiettivo sarebbe quindi integrare la questione climatica all’interno delle politiche di programmazione dell’edilizia scolastica.

Caldo a scuola, una questione che riguarda anche la qualità dell’ambiente di apprendimento

Il tema delle temperature nelle aule non riguarda esclusivamente il comfort degli ambienti.

Le condizioni microclimatiche degli edifici scolastici possono incidere sulla qualità della permanenza negli ambienti, sulle condizioni di lavoro del personale e sulla vivibilità degli spazi durante le giornate caratterizzate da temperature elevate.

Per questo motivo, secondo la posizione espressa da Manzi, la risposta dovrebbe essere inserita in una strategia più ampia di adattamento del patrimonio scolastico agli effetti della crisi climatica.

La questione coinvolge direttamente l’organizzazione degli istituti, ma richiede soprattutto investimenti infrastrutturali che le singole scuole difficilmente possono sostenere autonomamente.

Manzi: “La legge di bilancio è l’ultimo appuntamento”

Nel finale del comunicato, la responsabile nazionale scuola del PD individua nella prossima legge di bilancio un passaggio decisivo per affrontare il problema.

“La legge di bilancio è l’ultimo appuntamento che questa legislatura ha a disposizione, non perdiamo questa occasione per costruire insieme una proposta seria ed adeguata alla sfida che abbiamo davanti.”

La richiesta al Governo è dunque quella di utilizzare la prossima programmazione finanziaria per superare gli interventi emergenziali e avviare un programma nazionale strutturale.

Il tema del caldo a scuola si inserisce così nel più ampio confronto sulle condizioni degli edifici scolastici italiani, sull’efficientamento energetico e sulla necessità di adeguare il patrimonio edilizio alle nuove condizioni climatiche.

Per il Partito Democratico, i finanziamenti destinati al raffrescamento rappresentano un primo intervento che, da solo, non sarebbe però sufficiente: la richiesta è quella di una strategia nazionale pluriennale capace di coinvolgere Governo, istituzioni scolastiche ed enti territoriali.

di Redazione

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio