Opinioni

Cara Ministra, meno appelli e più circolari! Noi prof abbiamo bisogno di certezze

Cara Ministra, meno appelli e più circolari! Noi prof abbiamo bisogno di certezze

Interessante intervento di  Lello Voce, insegnante e poeta, apparso sul fattoquotidiano.it. Come spesso accade in questi giorni al centro delle polemiche le parole della ministra Azzolina. Ma anche, in questo caso i non detti.

“….Credo di poter affermare che i docenti, legittimamente, si aspettassero dalla ministra qualcosa di più di un generico “andate avanti con la didattica a distanza” e di una più o meno chiara autorizzazione ai Dirigenti a muoversi in maniera autonoma, perché sono loro “i comandanti della nave.

… al di là di più o meno retorici appelli all’azione e alla resistenza, sarebbero circolari e disposizioni chiare per quanto riguarda una serie di questioni, che magari possono apparire formali, ma che rischiano poi di rivelarsi decisive al confronto con i fatti: come valutare, come segnare le presenze degli allievi, come effettuare i benedetti ‘recuperi dei debiti’ e via così. Da noi il titolo di studio ha valore legale: non sono questioni di lana caprina, ma di sostanza.

Inoltre, in una scuola che fino ad oggi è stata il massimo della burocratizzazione, che ci ha incitato all’obiettività della valutazione, che ha prodotto migliaia e migliaia di griglie diverse per spaccare il capello ed essere certi di aver misurato e valutato tutto ‘scientificamente’, ricordarci, a proposito dei nostri dubbi sulle procedure di valutazione on-line,come faceva il ministero giorni fa, che “la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa” può sembrare addirittura derisorio.

Magari può darsi anche che i Dirigenti scolastici siano i comandanti della nave, ma l’Ammiraglia è certamente lei, Gentile Ministra, e senza che lei detti precise ‘regole d’ingaggio’ la flotta dell’Istruzione, navigando così in ordine sparso, a vista, rischia di fare la fine la fine dell’Invincibile Armada. Né credo che questa generica investitura di pieni poteri sia infine stata troppo gradita dai Dirigenti stessi.

Noi andiamo e andremo avanti, ovviamente, perché amiamo il nostro lavoro e rispettiamo i nostri studenti e le loro famiglie, ma se qualcuno a Viale Trastevere avesse la bontà di essere meno vago e ci fornisse regole, norme, protocolli certi, magari andremmo avanti anche tutti insieme e la faccenda risulterebbe certo più efficace ed equa.

….Vorrei poi terminare queste brevi righe con una questione che definirei di importanza minima, ma che mi ha personalmente colpito.

Vede ministra io, come tutti i miei colleghi, da giorni lavoro ore ed ore per modificare la mia didattica, cercare materiali audiovisivi, migliorare le mie competenze digitali, rispondere a decine, centinaia di messaggi dei miei allievi, correggere esercizi, esercitazioni, passo ore intere a fare videoconferenze live con i miei ragazzi e le mie ragazze. E molti di noi, oltre ad essere insegnanti, sono madri e padri di studenti e studentesse. Ci stiamo anche divertendo, a volte è bello mettersi in gioco, per noi e per i nostri allievi: sono stanco, stremato, ma sono deciso a farcela e loro ci stanno provando con me e le dirò, in sincerità, nessuno di noi, in questo momento, né io, né i miei allievi, sta pensando più di tanto ai voti, alle classificazioni alle verifiche, anche se dopo queste cose riacquisteranno l’importanza che oggettivamente hanno.

…Lei alla fine del suo discorso ha ringraziato le famiglie, gli ATA, il personale di segreteria, i Presidi-Comandanti, il personale delle Direzioni regionali e quello del Ministero. Mi unisco sinceramente al suo ringraziamento, colgo, anzi, l’occasione per ringraziare anche lei, che ci messo al corrente di lavorare h24: gliene sono grato.

Lei, insomma, ha ringraziato tutti, ma non noi. Non gli insegnanti”.

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