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Salute mentale a scuola, il CNDDU chiede servizi psicologici accessibili e interventi stabili

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre, il presidente Romano Pesavento richiama l'attenzione sulle difficoltà di accesso al sostegno psicologico e sul coordinamento tra scuole e servizi territoriali.

La salute mentale degli studenti e il sostegno psicologico in ambito scolastico tornano al centro dell’attenzione in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) richiama le istituzioni sulla distanza ancora esistente tra il riconoscimento del disagio psicologico e la concreta disponibilità di strumenti di prevenzione, ascolto e assistenza.

Secondo il Coordinamento, le difficoltà emotive e relazionali che interessano la popolazione studentesca richiedono risposte tempestive e professionalmente qualificate. La continuità degli interventi, tuttavia, può essere condizionata dall’organizzazione dei servizi territoriali, dalla disponibilità di personale specializzato e dalle risorse destinate alle attività di prevenzione.

La scuola rappresenta un contesto fondamentale per individuare precocemente situazioni di fragilità, ma non può sostituirsi ai servizi sanitari e agli specialisti. Da qui la richiesta del CNDDU di rendere effettivamente operative le misure di sostegno previste dalla normativa, attraverso un’organizzazione stabile e un coordinamento più efficace tra istituzioni scolastiche, amministrazioni regionali e autorità sanitarie.

Salute mentale, i dati richiamati dal CNDDU

Nel comunicato diffuso in occasione della ricorrenza del 10 ottobre, il Coordinamento richiama un’indagine UNICEF–YouTrend, indicata come diffusa nell’ottobre 2026.

Secondo i dati riportati nel documento, il 47% dei genitori intervistati avrebbe preso in considerazione la possibilità di rivolgersi a un professionista o a un servizio di consulenza per affrontare difficoltà emotive legate alla genitorialità, senza poi concretizzare tale intenzione.

Il dato, nella lettura del CNDDU, solleva interrogativi sull’accessibilità dei servizi di assistenza e sugli ostacoli che possono impedire alle famiglie di ottenere un sostegno qualificato. Tra gli aspetti da considerare rientrano l’organizzazione dei percorsi di accesso, la disponibilità degli interventi e le possibilità concrete delle persone di individuare un servizio adeguato alle proprie esigenze.

A completare il quadro sono i dati istituzionali sull’assistenza specialistica. Il Ministero della Salute, nel Rapporto sulla salute mentale pubblicato il 20 aprile 2026, ha rilevato che nel 2024 sono state 845.516 le persone assistite dai servizi specialistici per problemi di salute mentale. Il rapporto costituisce una fonte nazionale di riferimento per analizzare l’attività dei servizi e le caratteristiche dell’utenza. (Ministero della Salute)

Il dato riguarda la popolazione assistita dai servizi specialistici nel loro complesso e non esclusivamente gli studenti. Rappresenta quindi un indicatore della dimensione dell’attività richiesta alle strutture sanitarie, senza consentire, da solo, di quantificare il bisogno specifico di sostegno psicologico nelle scuole.

Sostegno psicologico agli studenti: cosa prevedono le norme

Il tema dell’assistenza psicologica in ambito scolastico si inserisce in un quadro normativo che comprende la legge 17 maggio 2024, n. 70, e la legge 30 dicembre 2024, n. 207.

La legge n. 70 del 2024, dedicata alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo, ha introdotto nella legge n. 71 del 2017 l’articolo 4-bis, relativo al servizio di sostegno psicologico agli studenti. La disposizione prevede che le Regioni possano adottare iniziative per fornire tale servizio alle istituzioni scolastiche che ne facciano richiesta, anche attraverso convenzioni con gli uffici scolastici regionali e nei limiti delle risorse disponibili. L’obiettivo è favorire lo sviluppo della personalità degli studenti e prevenire fattori di rischio e situazioni di disagio, anche coinvolgendo le famiglie. (Normattiva – Legge 17 maggio 2024, n. 70)

La legge n. 207 del 30 dicembre 2024, legge di bilancio per il 2025, ha inoltre previsto risorse per l’attivazione sperimentale di presidi territoriali di esperti psicologi a supporto delle istituzioni scolastiche. La disciplina attuativa è stata oggetto di un’intesa in Conferenza Unificata il 5 febbraio 2026. (Conferenza Unificata, repertorio atto n. 8/CU)

Il CNDDU sottolinea tuttavia che l’introduzione di disposizioni normative non è sufficiente, se la loro applicazione incontra difficoltà organizzative, disomogeneità territoriali o carenze nel coordinamento tra scuola e servizi sociosanitari.

La questione, pertanto, non riguarda soltanto l’esistenza di strumenti legislativi, ma anche la loro effettiva disponibilità per gli studenti e le famiglie che ne hanno bisogno.

Il ruolo della scuola e i limiti delle responsabilità dei docenti

Uno dei punti centrali del comunicato riguarda il rischio che la gestione delle situazioni di disagio venga progressivamente trasferita sulle istituzioni scolastiche senza un corrispondente rafforzamento dei servizi specialistici.

Ai docenti viene richiesto di affrontare problematiche educative e relazionali sempre più articolate, che possono incidere sul benessere degli studenti, sulle dinamiche del gruppo classe e sul regolare svolgimento delle attività didattiche. L’individuazione di segnali di difficoltà, tuttavia, non coincide con la presa in carico psicologica o sanitaria, che richiede competenze professionali specifiche.

Secondo il CNDDU, il collegamento tra scuole e strutture competenti non sempre può contare su procedure operative sufficientemente definite e su percorsi di intervento tempestivi.

Questa situazione rischia di determinare una sovrapposizione di responsabilità: da una parte, la scuola è chiamata a riconoscere e segnalare possibili situazioni di fragilità; dall’altra, non sempre dispone di canali di accesso ai servizi specialistici adeguati alla tempestività delle necessità rilevate.

Il Coordinamento ritiene quindi necessario chiarire e consolidare le modalità di collaborazione tra personale scolastico, famiglie e professionisti della salute mentale, evitando che la responsabilità della gestione del disagio ricada prevalentemente sugli insegnanti.

Disuguaglianze territoriali e accesso ai servizi: la richiesta alle istituzioni

Il CNDDU rivolge un appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alle amministrazioni regionali e alle autorità sanitarie affinché le disposizioni vigenti siano accompagnate da interventi organizzativi concreti.

Tra le priorità indicate figurano il coordinamento stabile tra istituzioni, una distribuzione delle risorse coerente con i bisogni rilevati e verifiche periodiche sull’accessibilità dei servizi.

Il Coordinamento richiama in particolare l’attenzione sulle differenze territoriali nella disponibilità degli interventi. La possibilità di ottenere un sostegno psicologico, secondo la posizione espressa nel comunicato, non dovrebbe dipendere in misura determinante dal luogo di residenza, dalle risorse economiche della famiglia o dalla capacità organizzativa dei singoli istituti scolastici.

La prevenzione, in questa prospettiva, richiede servizi accessibili, personale qualificato e procedure di raccordo chiaramente definite. L’obiettivo è consentire a studenti e famiglie di individuare con maggiore facilità il percorso di assistenza appropriato, senza dover affrontare passaggi eccessivamente complessi.

Giornata mondiale della salute mentale, l’appello del CNDDU

La ricorrenza del 10 ottobre rappresenta, per il Coordinamento, un’occasione per riportare il tema del benessere psicologico al centro dell’agenda istituzionale. L’attenzione pubblica, tuttavia, dovrebbe essere accompagnata da interventi verificabili e da una programmazione capace di garantire continuità nel tempo.

Il CNDDU evidenzia che la credibilità delle politiche pubbliche non può essere misurata soltanto attraverso l’approvazione di provvedimenti o l’annuncio di nuove iniziative, ma anche attraverso i risultati effettivamente raggiunti nell’accesso ai servizi e nella prevenzione del disagio.

Finché il sostegno psicologico resterà condizionato da differenze territoriali, difficoltà di accesso e insufficiente integrazione tra i servizi, avverte il Coordinamento, continuerà a permanere una distanza tra gli impegni istituzionali e le esigenze quotidiane delle scuole.

Il messaggio conclusivo del presidente del CNDDU, professor Romano Pesavento, è rivolto dunque alla necessità di passare dalle dichiarazioni di principio a una rete di interventi stabile, accessibile e coordinata, capace di sostenere studenti, famiglie e personale scolastico nelle situazioni di maggiore complessità.

di Redazione

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