Ricorsi GPS e corsi INDIRE, la Community Uniti per INDIRE denuncia il “business del contenzioso”: «Pronti a difendere i nostri titoli al TAR»
La portavoce Daniela Nicolò critica la proliferazione dei ricorsi nel settore scolastico, annuncia la costituzione come controinteressati nei giudizi amministrativi e propone una riforma del sistema di accesso alla specializzazione sul sostegno.

La Community Uniti per INDIRE, attraverso un comunicato firmato dalla portavoce Daniela Nicolò, interviene nel dibattito che sta interessando le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e i percorsi di specializzazione sul sostegno erogati da INDIRE, denunciando quella che definisce una crescente “speculazione legale” nel mondo della scuola.
Secondo il documento, la crescente proliferazione dei ricorsi amministrativi starebbe alimentando un clima di forte conflittualità tra i docenti precari, trasformando il contenzioso giudiziario in un fenomeno sempre più rilevante nel sistema scolastico.
«Un business costruito sulla precarietà»
Nel comunicato si sostiene che attorno alle novità normative riguardanti il reclutamento e la formazione dei docenti si sarebbe sviluppato un vero e proprio mercato dei ricorsi, alimentato – secondo la Community – dalla condizione di precarietà vissuta da migliaia di insegnanti.
La nota critica la frequente promozione di azioni legali collettive riguardanti l’accesso ai percorsi formativi, il riconoscimento dei titoli e l’attribuzione dei punteggi nelle GPS, sostenendo che tali iniziative finirebbero per alimentare aspettative tra gli aspiranti docenti e incrementare il contenzioso amministrativo.
Secondo la Community, questo meccanismo rischierebbe inoltre di compromettere il clima di collaborazione tra lavoratori della scuola, favorendo contrapposizioni tra colleghi anziché un confronto sul miglioramento del sistema di istruzione.
La posizione sui ricorsi contro i titoli INDIRE
Uno dei passaggi centrali del comunicato riguarda le iniziative legali che, secondo la Community, mirerebbero a contestare il riconoscimento dei titoli conseguiti attraverso i percorsi di specializzazione INDIRE e il relativo punteggio attribuito nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze.
Su questo punto la Community annuncia la propria intenzione di costituirsi, ove necessario, come controinteressata nei giudizi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).
L’obiettivo dichiarato è difendere la validità dei titoli conseguiti e dei punteggi attribuiti agli iscritti, contrastando nelle sedi giudiziarie eventuali ricorsi ritenuti lesivi dei diritti dei docenti che hanno frequentato i percorsi INDIRE.
La proposta: ripensare il modello di formazione sul sostegno
Nel comunicato viene avanzata anche una proposta di riforma del sistema di formazione degli insegnanti di sostegno.
Secondo Daniela Nicolò, il modello attuale dovrebbe essere progressivamente superato in favore di percorsi maggiormente accessibili e compatibili con l’attività lavorativa, indicando nei corsi INDIRE un esempio di formazione basata su metodologie di e-learning già consolidate.
La Community propone inoltre che tali percorsi siano economicamente accessibili e accompagnati da misure di sostegno fiscale per i docenti.
Più esperienza sul campo prima della specializzazione
Tra le proposte avanzate figura anche una revisione dell’accesso alla specializzazione per il sostegno.
Secondo la Community, il percorso dovrebbe prevedere obbligatoriamente una fase iniziale di attività nelle scuole, attraverso un periodo di osservazione e affiancamento a docenti esperti di sostegno, prima dell’accesso alla formazione specialistica.
L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di consentire agli aspiranti insegnanti di maturare una reale consapevolezza delle responsabilità connesse all’inclusione scolastica e verificare concretamente la propria motivazione professionale.
Formazione continua obbligatoria
Il comunicato dedica ampio spazio anche alla formazione permanente dei docenti di sostegno.
Secondo la proposta della Community Uniti per INDIRE, la specializzazione iniziale non sarebbe sufficiente a garantire una preparazione adeguata durante l’intero percorso professionale.
Per questo motivo viene auspicata l’introduzione di un sistema di aggiornamento continuo obbligatorio, ritenuto indispensabile per mantenere elevate le competenze richieste in un settore considerato strategico per l’inclusione scolastica.
L’appello della Community
Nelle conclusioni del documento, Daniela Nicolò afferma che l’introduzione di un tirocinio preliminare obbligatorio, unita alla formazione permanente, consentirebbe di selezionare docenti realmente motivati, superando una visione della professione fondata esclusivamente sulla ricerca della stabilità lavorativa.
La Community ribadisce infine la volontà di tutelare, anche nelle sedi giudiziarie, il riconoscimento dei titoli conseguiti attraverso i percorsi INDIRE e di partecipare attivamente al confronto sul futuro della formazione degli insegnanti di sostegno.

