Opinioni

Scuole chiuse, il pedagogista: troppi compiti a casa non servono. Meglio imparare a rifare il letto

Scuole chiuse, ragazzi a casa. Otto milioni e mezzo di studenti tra i 4 e i 18 anni “costretti” a saltare le lezioni. Per alcuni è già la terza settimana di stop. Coscienti che la didattica on line, al momento, impegna solo una parte residuale di questo enorme esercito, cosa fare? Quali sono le strategie per gestirli? Tutti gli esperti concordano su una cosa: non mentire, soprattutto ai più piccoli, sulla gravità della situazione. Magari trovando le parole più adatte all’età. Senza seminare il panico. Dopo, si dovrà passare alla gestione. Per Giuseppe Bertagna, docente a Bergamo, intervistato da Repubblica, si tratterà di una gestione complessa. Ma anche di un’opportunità.

“Per i vostri figli sia l’occasione per imparare a gestire situazioni gravi”. Un’opportunità che richiede un controllo del tempo dei ragazzi  no semplice in un mondo come il nostro. Con i bambini a casa tutto il giorno come comportarsi?

“Le scuole si stanno muovendo inviando sempre più lezioni e compiti da fare: non è questa la strada giusta. Maria Montessori spiegava che per avere qualcosa di buono a distanza devi sempre collegarti a una presenza. Le maestre della primaria, soprattutto, mandino messaggi personali ai loro alunni, in accordo con i genitori, per chiedere come stanno, non per caricarli di esercizi. Ciascun bambino deve capire che la maestra pensa a lui e, insieme, a ciò che lui può imparare dalla situazione in cui si trova”.

Ma ogni età ha i suoi tempi e le sue regole. Bertagna indica percorsi didattici alternativi anche per i ragazzi più grandi. Gli adolescenti, insomma.
“… più complicato, una buona soluzione è il lavoro domestico: fateli stirare, rifare il letto, portateli a lavare l’auto. Anche da come si deve far bollire l’acqua per la pasta s’imparano importanti nozioni di scienze”.

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