Opinioni

Raimo: “Cinque proposte per riformare davvero la scuola italiana”

di Christian Raimo per Internazionale

Nei primi mesi del nuovo governo, il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Lorenzo Fioramonti è stato spesso al centro dell’attenzione. Si è parlato di scuola rispetto a una serie di questioni.

I fondi

Il ministro vorrebbe vedere stanziati tre miliardi di euro. Aveva minacciato dimissioni immediate in caso non si fosse raggiunto l’obiettivo, sostenendo che un miliardo è poco. Non è riuscito a ottenerlo, ma si è rallegrato che nella manovra almeno non ci saranno tagli. Si è parlato anche della possibilità di una tassa di scopo per la scuola, che tassi le merendine dei distributori automatici (cinque centesimi l’una) o anche i viaggi aerei (un euro per i voli nazionali e 1,50 euro per quelli internazionali).

Il dibattito politico

Si è parlato di giustificazione di massa per la partecipazione allo sciopero ambientalista organizzato da Fridays for the future il 27 settembre, attraverso una circolare. Inoltre è riemersa la discussione sulla presenza del crocifisso nelle aule: il ministro ha prima dichiarato di essere intenzionato a toglierlo e poi – di fronte a un folto schieramento contrario alla proposta (la Cei, tutti gli esponenti del centrodestra e non solo) – ha deciso di derubricarlo come argomento non all’ordine del giorno.

Le assunzioni degli insegnanti

Il ministro si è impegnato a indire un concorso ordinario e uno straordinario che dovrebbero portare ciascuno all’immissione in ruolo di 24mila insegnanti. Il concorso straordinario, pattuito in accordo con i sindacati, è rivolto a docenti che abbiano lavorato per almeno tre anni nelle scuole statali nelle medie e nelle secondarie. Sulla Voce.info c’è un’analisi di Andrea Gavosto e Stefano Molina della fondazione Agnelli.

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