Cronaca

Scuola chiusa: le lezioni via chat della maestra Antonella

Le lezioni ai tempi del Coronavirus le racconta maestra Antonella. Antonella Pignatiello, maestra dell’istituto comprensivo di Verdello, provincia di Bergamo, racconta al Corriere della Sera l’esperienza di fare lezione tramite chat con la sua classe, ormai divenuta virtuale dopo la chiusura delle scuole a causa dell’epidemia del coronavirus.

LA SCUOLA CHIUSA

La IV C di maestra Antonella è stata lasciata a casa per tutta la settimana. “Noi siamo in zona gialla – racconta la maestra Antonella- per cui abbiamo molti divieti anche se non siamo in quarantena. Per fortuna prima ancora della chiusura avevo fatto ai ragazzi una lezione sulla malattia. E quindi i miei bambini erano preparati. Ma rinunciare al Carnevale è stato per loro molto pesante. E allora ho lanciato subito la nostra chat su hangouts e ho chiesto di scrivere un tema su “Questo strano Carnevale”. “Così – continua la maestra Antonella – con la piattaforma di Google suite abbiamo letto i testi, condiviso le emozioni, e hanno iniziato a sciogliersi”.

LA NUOVA VITA

Antonella abita a soli tre chilometri dalla sua scuola, ma quell’istituto ora è chiuso. Ed è così che è nata l’idea della chat con i suoi bambini. “Ogni giorno ci chiediamo come stiamo, cosa abbiamo mangiato, ci scambiamo saluti affettuosi, con faccine, abbracci virtuali e incoraggiamenti. Poi condivido con loro i contenuti: io insegno italiano, storia, geografia, inglese e tecnologia, e quindi ho dato da fare schede interattive sugli egizi, questionari, cartine da completare. Loro possono contribuire mandando materiali che trovano in Rete. Appena mi chiedono riscontri o spiegazioni – spiega maestra Antonella – rispondo: stacco solo quando porto il cane giù”.

LA DIDATTICA

“Faccio capire ai bimbi – spiega maestra Antonella – che anche io mi annoio, non vedo l’ora di tornare a a scuola, anche se non so quando riaprirà, e intanto non ho alternative alla nostra bella quotidianità. Sento che non la stanno vivendo come una vacanza, è strano per loro stare a casa, spesso ci genitori che hanno aziende chiuse, e allora rassicuro, scherzo, tranquillizzo”. Lo schermo con cui comunichiamo non separa gli alunni e la loro brava maestra. “Che sciocchezza! Lo schermo non è freddo e la tecnologia è una risorsa eccezionale: se vuoi comunicare davvero, trasmetti anche il fattore umano”.

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