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Lo scaricabarile del governo sui docenti che dovranno promuovere o bocciare

Promozioni e bocciature: lo scaricabarile del governo sui docenti. Le responsabilità di promozioni e bocciature, come pure le singole valutazioni degli studenti, ricadranno sui docenti visto che il governo – ad oggi – non ha saputo assumere alcuna decisione. Da un mese ormai, da quando le scuole hanno chiuso, si pretende che gli insegnanti possano avere gli stessi standard educativi facendo didattica a distanza. “Meglio che niente” – si dirà. Come pure va riconosciuto che non ci fosse altra strada. Ma i tanti docenti che in questo periodo stanno ricoprendo con dovere la propria funzione ben sanno che essere collegati con una webcam anziché avere il controllo della propria classe dal vivo presenta difficoltà insormontabili.

La situazione

Formalmente i programmi di studio – chi a ritmi più serrati e chi meno – procedono come se le scuole fossero rimaste ancora aperte. Eppure, anche laddove non ci siano studenti che hanno difficoltà di accesso alle piattaforme didattiche (a chi manca il pc, a chi una connessione internet valida), le lezioni non sono raramente efficaci. C’è lo studente che si collega ma nel frattempo fa altro, chi finge un problema di connessione per assentarsi. E anche le prove che vengono somministrate agli studenti che validità possono avere se ogni ragazzo può – detto senza giri di parole – poter copiare o guardare le risposte da un libro? Una situazione che finisce per ricadere tutta sulle spalle dei docenti nel solito gioco dello scaricabarile.

La valutazione

In questo marasma si presenta il problema – in assenza di decisioni da parte del governo – che i docenti dovranno non solo promuovere o bocciare i propri studenti, ma persino valutarli. In parole povere gli insegnanti dovranno anche dare un voto ai propri alunni.  Anche i meccanismi di valutazione, attraverso videoconferenze o chat, tra il corpo docente assomiglia più ad una chiacchierata tra colleghi che ad un vero e proprio consiglio di classe. Il Ministero del resto sa bene che la legge non prevede quanto si sta imponendo a docenti, studenti e genitori mediante decreti, circolari e note ministeriali. Si vuole, insomma, far ricadere sugli insegnanti – con il meccanismo dello scaricabarile – la responsabilità di decidere su temi che sono competenza esclusiva del potere legislativo (e, nella latitanza di quest’ultimo, competono al potere giudiziario).

I ricorsi

Che accadrebbe se i docenti facessero valere, tramite la dubbia validità di decisioni prese collegialmente “a distanza”, promozioni e bocciature? Pioverebbero i ricorsi. E giustamente. Ma non si creda di evitare il problema promuovendo tutti. Infatti, persino il genitore di un alunno promosso con 9 potrebbe legittimamente eccepire che magari, con la didattica tradizionale, il proprio pargolo avrebbe preso 10! Non solo: ma quanto può essere accettabile che scuole diverse adottino per la valutazione criteri drasticamente diversi? Che omogeneità (e valore legale) avrebbero titoli di studio (e di accesso alle classi successive) conferiti in questo modo così controverso? Uno scaricabarile sulla pelle dei poveri insegnanti che – se non ci saranno interventi – prima o poi arriverà.

Il governo

A questo punto l’unica decisione dovrebbe spettare al Governo. Non sarebbe infatti giusto far ricadere sulle spalle dei docenti responsabilità così grandi. Non solo da un punto di vista professionale, ma probabilmente anche legale. Così come è oggi la scuola non è possibile garantire realmente dei criteri di valutazione universalmente riconosciuti. Troppe le falle, troppe le scappatoie. Si è persino arrivati al punto che a bambini di otto anni s’impone di svolgere, come compito di “educazione motoria”, esercizi fisici complicatissimi (e pericolosi se svolti in casa), e ai loro genitori di mandare poi il filmato alla maestra. Servono decisioni rapide da parte di chi è in dovere di doverle prendere. Senza il solito gioco dello scaricabarile che in questo momento aggiungerebbe la beffa al danno.

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