L’ira dei sindacati: Basta, chiudete le scuole e gli Ata vadano a casa! Timore sulla fine dell’anno scolastico

L’ira dei sindacati: Basta, chiudete le scuole e gli Ata vadano a casa! Timore sulla fine dell’anno scolastico
C’è la sensazione che l’emergenza Coronavirus sia vissuta nel mondo della scuola come una parentesi. Una dolorosa parentesi, ma che sarà messa alle spalle tra un mese o due. Si tratta, purtroppo, di una visione a dir poco ottimistica, se non del tutto errata. I danni di questa epidemia li trascineremo per molto tempo, ben oltre la fine di quest’anno scolastico. Quando finirà.
Basti pensare a un dato trascurato dai media, la mancata chiusura delle scuole. Il provvedimento di sospensione, infatti, ha lasciato nel limbo della presenza negli istituti dirigenti e personale Ata. Si è così creato un vulnus, difficilmente comprensibile, tra chi è rimasto sul luogo di lavoro, praticamente senza far nulla che non si potesse fare tranquillamente a casa e il ministero che ha imposto la scelta.
Le pressioni quotidiane dei sindacati non paiono scalfire le certezze governative. Lo sforzo è tutto concentrato sull’avvio della didattica a distanza. Sforzo meritorio, ma non si comprende perché dimenticare che a rischio c’è la salute di decine di migliaia di lavoratori costretti a recarsi ogni giorno sul luogo di lavoro senza gli adeguati presidi di sicurezza.
Occorre, ricordano i sindacati un provvedimento ad hoc per la scuola. Sul tappeto non c’è solo la corretta conclusione dell’anno scolastico, ma anche l’avvio del prossimo. Lo spiega Francesco Sinopoli, segretario della FLC CGIL, in un’intervista alla rivista Rassegna .“La sfida non è semplice. Bisogna contenere il contagio riducendo al minimo la circolazione del personale e, insieme, salvaguardando il più possibile il diritto all’istruzione. È chiaro che in base all’evoluzione della situazione bisognerà valutare “come” e “quando” terminare l’anno scolastico. Certo è un tema su cui ci sarà da confrontarsi. Bisogna fare chiarezza senza allarmismi, ma è evidente che la scuola non può funzionare a tentoni oltre un certo limite temporale. Serve un provvedimento specifico e ragionato per il comparto. Non è polemica la mia, ma solo una segnalazione dei problemi che devono essere affrontati.”.
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