Scuole chiuse, provvedimento necessario? Per gli esperti sì, ma se di maggiore durata

Chiudere le scuole serve nella lotta al Coronavirus. Ma al momento gli scienziati non sanno quantificare il vantaggio. Soprattutto ritengono che il periodo di chiusura sia troppo breve per poter determinare un impatto positivo nei termini attesi. Per Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità “Non ci sono evidenze scientifiche in termini di contenimento del virus derivanti dalla chiusura della scuola e sui tempi scelti. Tuttavia, è un sacrificio che va fatto».
Insomma le incertezze del mondo scientifico circa il provvedimento governativo appaiono in trasparenza. Nonostante le smentite. E sulla scia di Locatelli interviene anche Silvio Brusaferro, presidente del’istituto Superiore di Sanità. Per Brusaferro, infatti, “Che la misura non serva lo escludo. Definire quanto può aiutare a contenere, se del 10, del 20 o del 30 per cento, è qualcosa che non conosciamo. Ma è un sacrificio che serve e che va fatto». Entrambi gli esperti sottolineano anche che un certo grado di incertezza deriva da come “la responsabilità e la consapevolezza di ognuno di noi siano veramente un fattore chiave, senza il quale le misure di carattere più generale rischiano di essere inefficaci”.
In ogni caso che la misura possa avere un impatto è acclarato. Ci sono studi che dicono che quanto più a lungo sono state chiuse le scuole (insieme ad altri “interventi non farmaceutici” come l’isolamento dei casi, la quarantena familiare, la chiusura del posto di lavoro, la restrizione sui viaggi) in ciascuna delle 43 città degli Stati Uniti durante la pandemia di influenza Spagnola del 1918, tanto più basso è stato il tasso di mortalità finale. In definitiva, si tratta di un provvedimento necessario se protratto nel tempo. E forse è quello quanto accadrà nei prossimi giorni.
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