Miur condannato per abuso di precariato, stop ai contratti a termine su posto vacante
Miur condannato per abuso di precariato, stop ai contratti a termine su posto vacante. Ministero dell’Istruzione ancora una volta soccombente anche in Corte d’Appello a Firenze con la conferma che la reiterazione di contratti a termine su posti vacanti oltre i 36 mesi di servizio è un abuso che viola la normativa comunitaria e va sempre condannato al risarcimento del danno.
Abuso di precariato reiterato
Miur battuto aveva proposto appello avverso una sentenza di primo grado già sfavorevole all’Amministrazione. Condanna per l’Amministrazione che stipula ogni anno e oltre i 36 mesi di servizio contratti a termine con scadenza al 30 giugno anche se il posto risulta vacante e disponibile. A difendere il lavoratore c’erano i legali Anief che hanno ottenuto la conferma della condanna a carico del Ministero al risarcimento del danno pari a 8 mensilità dell’ultima retribuzione. Oltre a corrispondergli anche le progressioni di carriera non riconosciute durante il precariato.
Soddisfazione dell’Anief
“È una lunga battaglia quella che abbiamo condotto per il rispetto del lavoro dei precari della scuola italiana – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e la Corte d’Appello di Firenze ci ha dato piena ragione chiarendo all’Amministrazione appellante che le immissioni in ruolo successive non possono cancellare l’abuso di precariato. Questo avviene grazie alla reiterazione di contratti a termine per anni a discapito dei lavoratori della scuola. Il tutto in violazione di norme imperative europee. Dato confermato dalla Corte di legittimità del 7 novembre 2016. Non possiamo che essere soddisfatti di tutti i risultati ottenuti difendendo i diritti dei lavoratori a tempo determinato anche dopo l’avvenuta stabilizzazione”.
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