Decreto Sicurezza, stretta sui minori: nuovo reato per le violenze ai cortei e responsabilità dei genitori
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 20 ottobre un decreto-legge per rafforzare la sicurezza pubblica e contrastare la criminalità minorile. Previsti il fermo preventivo anche per i minori, nuove misure contro le violenze durante le manifestazioni e il risarcimento dei danni causati dai figli. A Milano arrivano 500 militari in più fino al 31 dicembre 2026.
Roma 21/10/2026 – Nuove misure per la sicurezza pubblica e il contrasto alla criminalità minorile. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 20 ottobre 2026 il decreto-legge che introduce nuove disposizioni dopo gli episodi di violenza registrati nel fine settimana a Milano e in altre città italiane.
Il provvedimento, intitolato «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile», interviene su diversi fronti: dalle manifestazioni pubbliche alle misure preventive nei confronti dei soggetti ritenuti pericolosi, fino alla responsabilità per i danni provocati dai minorenni.
Le nuove norme riguardano anche il sistema penale minorile, con modifiche alle regole sull’imputabilità e alle misure cautelari. Il testo dovrà seguire l’iter parlamentare previsto per i decreti-legge.
Nuovo reato per le violenze durante le manifestazioni
Tra le principali novità figura l’introduzione del reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, volto a contrastare le condotte violente commesse da gruppi organizzati durante cortei e iniziative pubbliche.
La disposizione riguarda chi partecipa a un gruppo di almeno cinque persone che, nel corso di una manifestazione, utilizza o lancia oggetti pericolosi, come pietre, bastoni o artifici, creando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone.
Per il nuovo reato sono previste pene fino a cinque anni di reclusione e una multa fino a 20.000 euro. Sono inoltre previste aggravanti e pene più severe in determinate circostanze, tra cui quelle legate al danneggiamento commesso da gruppi organizzati.
Il provvedimento interviene anche sulla possibilità di procedere all’arresto in flagranza differita per specifici reati commessi durante le manifestazioni. Questa procedura consente, nei casi previsti dalla legge, di procedere all’arresto anche sulla base degli elementi raccolti successivamente al fatto.
Fermo preventivo fino a 12 ore, esteso anche ai minorenni
Il decreto amplia l’ambito di applicazione del cosiddetto fermo preventivo, già previsto in occasione di manifestazioni pubbliche.
La misura viene estesa a specifiche operazioni di polizia svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone, comprese le aree frequentate durante la movida.
Il trattenimento presso gli uffici di polizia può durare fino a 12 ore e può riguardare anche i minorenni quando, sulla base di elementi concreti, sussistono fondati motivi per ritenere che possano mettere in pericolo la sicurezza.
Restano ferme le garanzie previste dall’ordinamento, comprese quelle specifiche a tutela dei minori.
Imputabilità dai 14 anni: prevista una presunzione fino a prova contraria
Una delle disposizioni più rilevanti riguarda il sistema penale minorile. Per i ragazzi che hanno compiuto 14 anni viene introdotta una presunzione di imputabilità, superabile attraverso la prova contraria.
La misura modifica l’approccio alla valutazione della capacità di intendere e di volere del minore, che resta comunque un elemento centrale nell’accertamento della responsabilità penale.
La nuova previsione non comporta quindi una responsabilità automatica per ogni reato commesso da un adolescente. La valutazione deve avvenire nell’ambito delle regole e delle garanzie previste dal sistema giudiziario minorile.
Il decreto interviene inoltre sulle misure cautelari applicabili ai minorenni, con l’obiettivo di adeguare le procedure alle nuove disposizioni.
«Chi rompe paga»: responsabilità dei genitori per i danni
Il principio del «chi rompe paga» rappresenta un altro punto centrale del provvedimento.
Quando un minorenne coinvolto in determinate condotte illecite provoca danni, possono essere applicate sanzioni amministrative a chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo che dimostri di non aver potuto impedire il fatto.
Il decreto prevede inoltre procedure per agevolare il risarcimento dei danni. Per quelli arrecati a beni pubblici può intervenire il prefetto, mentre i soggetti privati danneggiati possono ricorrere a procedure giudiziarie più rapide per ottenere il risarcimento.
La misura punta a rafforzare la responsabilità economica connessa agli atti di danneggiamento commessi dai minorenni, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla norma.
Lesioni alle forze dell’ordine, si procede d’ufficio
Il provvedimento modifica anche le regole relative alle lesioni personali nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine.
La procedibilità d’ufficio viene estesa alle lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza durante lo svolgimento delle proprie funzioni o a causa di esse.
La modifica consente di procedere senza che sia necessaria una querela della persona offesa, nei casi interessati dalla nuova disposizione.
Milano, 500 militari in più fino a fine anno
Sul fronte della sicurezza urbana, il decreto prevede il potenziamento del contingente delle Forze armate impiegato nell’operazione Strade sicure a Milano.
È previsto l’impiego di 500 militari aggiuntivi fino al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di rafforzare il controllo del territorio e supportare le attività di sicurezza pubblica.
La misura si inserisce nella risposta del Governo agli episodi di violenza verificatisi nel fine settimana, insieme alle nuove disposizioni di prevenzione e contrasto dei reati.
Quando entrano in vigore le nuove norme
Essendo un decreto-legge, il provvedimento segue la disciplina prevista dall’articolo 77 della Costituzione: entra in vigore secondo le modalità stabilite dal decreto stesso e deve essere presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il Parlamento dispone di 60 giorni dalla pubblicazione per convertirlo in legge. In caso contrario, il decreto perde efficacia sin dall’inizio, fatti salvi gli eventuali interventi delle Camere per regolare i rapporti giuridici sorti sulla sua base.
Le nuove disposizioni si aggiungono agli interventi già introdotti con il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito dalla legge 24 aprile 2026, n. 54, in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla violenza giovanile.
Per il mondo della scuola e le famiglie, l’evoluzione delle norme sul sistema penale minorile rappresenta un tema da seguire con attenzione, soprattutto per le possibili ricadute sui ragazzi coinvolti in episodi di violenza e sulle responsabilità degli adulti di riferimento.
di Redazione




