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Intelligenza artificiale a scuola, l’uso tra i docenti sale al 69%: cresce anche la cautela

La seconda analisi nazionale di INDIRE e La Tecnica della Scuola, presentata a Didacta Italia – edizione Abruzzo, registra un aumento di 11,6 punti percentuali rispetto al 2025. Quasi raddoppiato l'utilizzo dell'IA come strumento compensativo per alunni con bisogni educativi speciali o disabilità. Il 61% degli insegnanti segnala la mancanza di competenze professionali come principale ostacolo a un impiego consapevole.

Roma – L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane degli insegnanti, dalla progettazione delle lezioni alla personalizzazione dei materiali didattici. Parallelamente, cresce l’attenzione ai possibili rischi per l’apprendimento degli studenti e alla necessità di utilizzare questi strumenti con consapevolezza.

È quanto emerge dalla seconda analisi nazionale sul rapporto tra intelligenza artificiale, didattica e professione docente, realizzata dal Gruppo di ricerca PATHS di INDIRE in collaborazione con la casa editrice La Tecnica della Scuola. I risultati sono stati presentati il 22 ottobre 2026 a Didacta Italia – edizione Abruzzo, a Lanciano.

Secondo la rilevazione, il 69% dei docenti che hanno risposto al questionario dichiara di aver utilizzato l’intelligenza artificiale nella propria attività didattica, contro il 57,4% registrato nel 2025. L’incremento è di 11,6 punti percentuali.

L’indagine ha raccolto le risposte complete di 2.105 insegnanti di ogni ordine e grado, rispetto ai 1.803 partecipanti della precedente rilevazione. Il campione non è rappresentativo dell’intera popolazione docente italiana: i risultati descrivono pertanto le esperienze e le opinioni dei partecipanti, offrendo elementi utili per comprendere l’evoluzione del rapporto tra scuola e nuove tecnologie.

Intelligenza artificiale nella didattica: utilizzo in crescita

L’impiego dell’IA da parte degli insegnanti riguarda attività diverse, tra cui la progettazione didattica, la preparazione delle lezioni e la personalizzazione dei materiali in funzione delle esigenze degli studenti.

Il dato del 69% evidenzia una diffusione più ampia di questi strumenti tra i rispondenti rispetto alla precedente rilevazione. La crescita dell’utilizzo, tuttavia, non coincide necessariamente con una maggiore fiducia nei loro effetti sull’apprendimento.

Il quadro che emerge dall’analisi è infatti caratterizzato da due tendenze parallele: da una parte, l’integrazione progressiva dell’intelligenza artificiale nel lavoro docente; dall’altra, una maggiore attenzione ai limiti degli assistenti virtuali e alla necessità di mantenere una supervisione educativa.

Inclusione scolastica, quasi raddoppiato l’uso dell’IA come strumento compensativo

Tra i risultati più significativi dell’indagine figura l’aumento dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dell’inclusione scolastica.

La quota di docenti che dichiara di utilizzare questi strumenti come supporto compensativo per alunni con bisogni educativi speciali (BES) o con disabilità passa dal 10% del 2025 al 18,8% del 2026. L’incremento è di 8,8 punti percentuali, con un valore che si avvicina al doppio rispetto alla precedente rilevazione.

Il dato segnala un interesse crescente verso le possibili applicazioni dell’IA per rispondere a esigenze educative differenti e favorire la personalizzazione dei percorsi di apprendimento.

L’indagine rileva inoltre che il 56,8% dei rispondenti utilizza l’intelligenza artificiale per attività di supporto al lavoro docente, tra cui la redazione di relazioni, verbali e Piani didattici personalizzati (PDP).

Aumentano i timori sui rischi per l’apprendimento

Alla maggiore diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale si accompagna una crescente prudenza da parte degli insegnanti.

Il 44% dei rispondenti esprime preoccupazione per il rischio che gli assistenti virtuali possano distrarre gli studenti e indurli ad accettare senza verifica risposte inesatte o prive di fondamento. Nel 2025 la quota era pari al 36%, con un aumento di 8 punti percentuali.

Diminuisce, parallelamente, la fiducia nella possibilità che un assistente virtuale a disposizione di ogni studente migliori i risultati scolastici generali. A ritenere plausibile questo effetto è il 48% dei partecipanti, contro il 56% della precedente rilevazione.

Il 47% dei docenti considera comunque l’intelligenza artificiale un valido supporto per lo studio autonomo a casa.

I risultati restituiscono quindi un quadro articolato: gli strumenti vengono utilizzati con maggiore frequenza, ma rimangono interrogativi sul loro impatto sui processi di apprendimento, sulla capacità degli studenti di valutare criticamente le risposte e sul ruolo della mediazione educativa dell’insegnante.

Strumenti gratuiti in calo, cresce l’accesso tramite account scolastici

Cambiano anche le modalità con cui i docenti accedono alle piattaforme di intelligenza artificiale.

La percentuale di chi dichiara di utilizzare esclusivamente strumenti gratuiti scende dall’85% del 2025 al 66,1% del 2026, con una diminuzione di 18,9 punti percentuali.

Il 21,4% dei rispondenti dichiara inoltre di utilizzare account scolastici istituzionali integrati.

Questi dati descrivono un’evoluzione delle modalità di accesso agli strumenti digitali utilizzati nella professione docente. La diffusione di soluzioni istituzionali richiama anche l’importanza delle scelte organizzative delle scuole, della protezione dei dati e della definizione di condizioni d’uso adeguate al contesto educativo.

Formazione dei docenti, il 61% segnala la mancanza di competenze

La preparazione professionale rappresenta uno dei nodi centrali per un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale a scuola.

Il 61% dei docenti partecipanti indica la mancanza di competenze professionali come principale ostacolo all’impiego dell’IA. Inoltre, il 39,7% dichiara di voler partecipare a percorsi formativi sistematici dedicati al suo utilizzo etico e pedagogico.

Il dato evidenzia la domanda di formazione che accompagna l’introduzione di strumenti tecnologici sempre più presenti nella progettazione didattica e nelle attività quotidiane degli insegnanti.

La sfida non riguarda soltanto la capacità di utilizzare le piattaforme, ma anche la comprensione delle loro potenzialità e dei loro limiti, la verifica delle informazioni prodotte e la valutazione delle conseguenze sul percorso educativo degli studenti.

Linee guida ministeriali sull’IA: un quadro ancora disomogeneo

L’analisi di INDIRE e La Tecnica della Scuola approfondisce anche il recepimento delle Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’intelligenza artificiale.

Il 30,1% dei docenti rispondenti riferisce che la propria scuola ne ha formalizzato l’adozione nell’ambito di progetti specifici. Il 37,6% dichiara invece che nel proprio istituto non è stato deliberato alcun piano, mentre il 32,2% afferma di non conoscere lo stato di attuazione.

Le percentuali mettono in evidenza una situazione differenziata rispetto a quanto riferito dai partecipanti. Non costituiscono, tuttavia, una rilevazione diretta sulle scuole italiane e non consentono di ricostruire in modo rappresentativo il livello nazionale di attuazione delle indicazioni ministeriali.

Il dato richiama comunque l’importanza di accompagnare l’introduzione dell’intelligenza artificiale con indicazioni operative, formazione e momenti di confronto all’interno delle istituzioni scolastiche.

I principali risultati dell’indagine a confronto

Il confronto tra le due rilevazioni evidenzia la crescita dell’utilizzo dell’IA nella didattica, l’aumento del ricorso agli strumenti per l’inclusione e una maggiore attenzione ai possibili effetti negativi sull’apprendimento.

Indicatore 2025 2026
Utilizzo dell’IA nella didattica 57,4% 69%
Uso come strumento compensativo per alunni con BES o disabilità 10% 18,8%
Fiducia nel miglioramento dei risultati scolastici grazie a un assistente virtuale per ogni studente 56% 48%
Preoccupazione per distrazione e accettazione acritica di risposte inattendibili 36% 44%
Utilizzo esclusivo di strumenti gratuiti 85% 66,1%

Fonte: seconda analisi nazionale di INDIRE e La Tecnica della Scuola. Le percentuali si riferiscono ai rispondenti alle rispettive rilevazioni. Il confronto riguarda due campioni differenti e non misura necessariamente cambiamenti negli stessi docenti.

Intelligenza artificiale a scuola, la sfida è l’uso consapevole

Nel complesso, i risultati della seconda analisi nazionale descrivono un rapporto con l’intelligenza artificiale in evoluzione. Tra i docenti partecipanti cresce la diffusione degli strumenti, aumenta l’impiego a supporto dell’inclusione e si amplia il ricorso alle piattaforme per le attività didattiche e organizzative.

Allo stesso tempo, le preoccupazioni relative all’affidabilità delle risposte, alla distrazione degli studenti e alla qualità dell’apprendimento diventano più evidenti. La domanda di formazione e le differenze riferite nell’attuazione delle indicazioni ministeriali indicano inoltre la necessità di accompagnare l’innovazione con competenze professionali e scelte organizzative adeguate.

L’analisi di INDIRE e La Tecnica della Scuola offre così una base di confronto sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella scuola e sulle condizioni che possono favorirne un impiego consapevole. In questo scenario, la mediazione del docente resta un elemento centrale per integrare le nuove tecnologie nei processi educativi senza rinunciare alla valutazione critica delle informazioni e agli obiettivi formativi.

di Redazione

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