AperturaCopertinaDocentiNewsOpinioniPRIMO PIANOULTIMEUncategorized

Scuola, allarme privacy nelle riunioni online: il CNDDU chiede regole chiare per i docenti collegati da autobus e auto

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione sui rischi per la riservatezza durante consigli di classe, GLO e collegi dei docenti svolti da ambienti non protetti. Nel mirino la tutela dei dati personali degli studenti, soprattutto quelli relativi a disabilità e salute, e la necessità di indicazioni operative più precise da parte del Ministero.

ROMA  20/10/2026 – Partecipare a un consiglio di classe, a un Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO) o a un collegio dei docenti collegandosi da un autobus, da un’automobile o da un ambiente condiviso potrebbe esporre informazioni riservate a persone non autorizzate. È il rischio segnalato dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che sollecita le istituzioni scolastiche a verificare le modalità di svolgimento delle riunioni telematiche e il Ministero dell’Istruzione e del Merito a integrare le indicazioni esistenti con criteri espliciti sull’idoneità degli ambienti di collegamento.

Il coordinamento, attraverso il presidente professor Romano Pesavento, considera particolarmente gravi le segnalazioni relative a docenti che parteciperebbero a sedute collegiali da luoghi nei quali non sarebbe garantita un’adeguata riservatezza. Si tratta di circostanze che, precisa il comunicato, devono essere verificate e che, qualora confermate, potrebbero sollevare questioni sul rispetto degli obblighi professionali, sulla protezione dei dati personali e sulle responsabilità organizzative delle istituzioni scolastiche.

Il punto centrale non riguarda soltanto la sicurezza della piattaforma utilizzata, ma anche il contesto fisico dal quale avviene il collegamento. Una connessione protetta, infatti, non impedisce necessariamente che una conversazione venga ascoltata da passeggeri, colleghi occasionali o altre persone presenti nello stesso ambiente.

Consigli di classe e GLO, quali dati rischiano di essere esposti

Le riunioni collegiali della scuola trattano informazioni che possono riguardare il rendimento degli studenti, le difficoltà di apprendimento, le situazioni familiari e gli interventi educativi individualizzati. Nei Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione, il confronto può coinvolgere anche dati relativi alla salute e alla disabilità degli alunni, soggetti a una tutela particolarmente rigorosa.

Secondo il CNDDU, la possibilità che tali informazioni siano percepite da persone estranee non può essere considerata un inconveniente secondario. La riservatezza deve essere garantita durante l’intero processo di trattamento dei dati, compresa la fase in cui le informazioni vengono discusse oralmente nel corso di una riunione.

Il coordinamento sottolinea inoltre che la disponibilità di una connessione internet non rende automaticamente appropriato qualsiasi luogo per lo svolgimento di attività istituzionali. La valutazione deve comprendere anche la presenza di persone non autorizzate, la possibilità di ascolto involontario e le condizioni concrete nelle quali vengono trattati i dati.

GDPR e riunioni scolastiche online: il quadro normativo

Il richiamo del CNDDU si fonda innanzitutto sul Regolamento generale sulla protezione dei dati, il GDPR, ossia il Regolamento UE 2016/679.

In particolare, l’articolo 5 stabilisce i principi fondamentali del trattamento, tra cui integrità, riservatezza e responsabilizzazione del titolare. L’articolo 32 richiede l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, mentre l’articolo 29 disciplina il trattamento effettuato sotto l’autorità del titolare o del responsabile. L’articolo 32, paragrafo 4, prevede inoltre che chiunque abbia accesso ai dati personali e agisca sotto l’autorità del titolare o del responsabile li tratti soltanto su istruzione di quest’ultimo, salvo che lo imponga il diritto dell’Unione o degli Stati membri.

Il rispetto di questi principi non si esaurisce nella scelta di un software per videoconferenze o nell’utilizzo di credenziali individuali. La sicurezza deve essere valutata anche in relazione alle modalità effettive di partecipazione e alla possibilità che le informazioni vengano conosciute da soggetti privi di autorizzazione.

Il comunicato richiama inoltre l’articolo 44, comma 6, del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, relativo allo svolgimento a distanza di determinate attività collegiali, e la nota ministeriale n. 3803 del 30 giugno 2026, indicata come riferimento per i requisiti tecnico-organizzativi delle sedute deliberative telematiche.

Secondo il coordinamento, le indicazioni riguardano aspetti quali identificazione dei partecipanti, sicurezza degli accessi, regolarità delle votazioni e protezione delle informazioni. Rimane tuttavia, nella lettura proposta dal CNDDU, la necessità di chiarire in modo più uniforme le condizioni ambientali nelle quali è consentito partecipare alle riunioni.

L’assenza di un divieto formulato espressamente per ogni singolo luogo, osserva il coordinamento, non equivale a un’autorizzazione a svolgere attività riservate in ambienti nei quali non sia possibile impedire l’ascolto da parte di estranei.

Il precedente del Garante privacy sui dati degli studenti con disabilità

A sostegno della propria posizione, il CNDDU richiama il provvedimento n. 64 del 29 gennaio 2026 del Garante per la protezione dei dati personali, relativo alla pubblicazione di nominativi di studenti associati alle convocazioni dei rispettivi GLO.

Secondo quanto riportato nel comunicato, il Garante ha accertato l’illiceità della pubblicazione, poiché quelle informazioni potevano rivelare circostanze relative alla disabilità degli alunni.

Il riferimento sottolinea la delicatezza dei dati trattati nell’ambito dell’inclusione scolastica. Anche informazioni apparentemente organizzative, se associate a un contesto specifico, possono infatti consentire di desumere elementi personali che richiedono particolare protezione.

Il caso richiamato dal coordinamento non dimostra automaticamente che ogni partecipazione da un ambiente condiviso costituisca una violazione del GDPR. Evidenzia, tuttavia, la necessità di valutare concretamente i rischi di divulgazione e di adottare misure proporzionate alla sensibilità delle informazioni trattate.

Responsabilità dei docenti e dei dirigenti scolastici

Per il CNDDU, la questione non può essere affrontata esclusivamente attraverso generici inviti alla prudenza individuale. La tutela della riservatezza richiede indicazioni organizzative chiare, responsabilità definite e procedure coerenti con la natura delle informazioni discusse.

I docenti sono tenuti a rispettare gli obblighi connessi alla funzione esercitata e le istruzioni ricevute in materia di protezione dei dati. I dirigenti scolastici, nell’ambito delle rispettive competenze, devono assicurare condizioni organizzative adeguate e valutare eventuali situazioni incompatibili con la riservatezza delle sedute.

Il coordinamento evidenzia che impegni ravvicinati, difficoltà negli spostamenti o esigenze personali non dovrebbero tradursi in modalità di collegamento che espongano informazioni riservate. Le difficoltà organizzative, secondo il CNDDU, devono essere affrontate attraverso soluzioni preventive e non mediante prassi potenzialmente rischiose.

La valutazione delle singole situazioni deve comunque tenere conto delle circostanze concrete, delle disposizioni applicabili e delle misure effettivamente adottate per impedire l’accesso alle informazioni da parte di soggetti non autorizzati.

La richiesta al Ministero: criteri uniformi sugli ambienti di collegamento

Il CNDDU chiede alle istituzioni scolastiche di verificare i regolamenti interni e di introdurre, ove necessario, disposizioni esplicite sull’idoneità degli ambienti dai quali partecipare alle riunioni telematiche.

Il coordinamento propone inoltre il coinvolgimento del Responsabile della protezione dei dati (RPD o DPO), affinché le procedure adottate dalle scuole siano coerenti con i principi del GDPR e con i rischi connessi alle attività svolte.

Al Ministero dell’Istruzione e del Merito viene rivolta una richiesta di integrazione delle indicazioni già emanate, con l’obiettivo di affiancare ai requisiti tecnici delle piattaforme criteri operativi chiari sulle condizioni ambientali delle riunioni.

La finalità è evitare interpretazioni difformi tra istituzioni scolastiche e prevenire situazioni nelle quali le misure informatiche risultino formalmente adeguate, ma non sufficienti a proteggere le comunicazioni nella pratica.

Privacy scolastica, la sicurezza non può essere soltanto digitale

La questione sollevata dal CNDDU mette in evidenza una dimensione spesso trascurata della sicurezza informatica: la protezione dei dati dipende anche dal comportamento delle persone e dall’ambiente nel quale vengono utilizzati gli strumenti digitali.

Credenziali personali, sistemi di autenticazione, accessi controllati e piattaforme sicure rappresentano elementi importanti, ma non possono impedire a una persona presente nelle vicinanze di ascoltare una discussione se il collegamento avviene in uno spazio non riservato.

Il principio di responsabilizzazione previsto dal GDPR richiede di valutare i rischi ragionevolmente prevedibili e di adottare misure adeguate per prevenirli. La tutela non può quindi limitarsi alla gestione degli archivi o alla protezione dei documenti: deve comprendere anche le comunicazioni verbali e le modalità concrete con cui si svolgono le attività istituzionali.

Per il coordinamento, è necessario superare una concezione puramente formale della sicurezza delle riunioni telematiche e riconoscere che la riservatezza deve essere garantita in tutte le fasi del trattamento.

La posizione del CNDDU è chiara: occorrono regole operative più precise, responsabilità organizzative definite e una maggiore attenzione alla protezione delle informazioni degli studenti. Un sistema scolastico realmente attento alla privacy deve assicurare che le riunioni online non espongano dati personali a chi non ha titolo per conoscerli.

di Redazione

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio