Treviso, presunti psicofarmaci nelle borracce degli studenti: il CNDDU chiede provvedimenti rigorosi
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede chiarezza sull’episodio in un istituto superiore del Trevigiano: «Necessari provvedimenti rigorosi, tutela degli studenti coinvolti e un rafforzamento della prevenzione»
Treviso, quattro studenti minorenni avrebbero introdotto di nascosto psicofarmaci e altri medicinali nelle borracce di alcuni compagni di scuola, provocando episodi di sonnolenza e alterazione delle condizioni fisiche. È quanto emerge dalle ricostruzioni giornalistiche relative a un istituto superiore del Trevigiano, una vicenda sulla quale interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), chiedendo che i fatti siano chiariti e che, in caso di conferma delle contestazioni, siano adottati provvedimenti disciplinari adeguati alla gravità delle condotte.
A esprimere la posizione del Coordinamento è il presidente, prof. Romano Pesavento, che richiama l’attenzione sui rischi per la salute degli studenti, sulla necessità di accertare le responsabilità individuali e sul ruolo della scuola nella tutela dell’incolumità della comunità scolastica.
Farmaci nelle bevande, il CNDDU: «Non è uno scherzo»
Secondo quanto riferito dalla stampa, gli studenti coinvolti avrebbero assistito agli effetti delle sostanze ingerite inconsapevolmente dai compagni, arrivando a deriderli mentre manifestavano sintomi di sonnolenza e malessere. Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate nell’ambito degli accertamenti, ma che, se confermate, aggiungerebbero un ulteriore elemento di gravità all’episodio.
Per il CNDDU, l’eventuale introduzione clandestina di medicinali nelle bevande altrui non può essere liquidata come una semplice bravata adolescenziale. Alterare deliberatamente una bevanda destinata al consumo personale significa esporre un’altra persona a conseguenze sanitarie non prevedibili, senza il suo consenso e senza conoscere le sue condizioni di salute.
Il Coordinamento invita pertanto a evitare interpretazioni minimizzanti legate esclusivamente alla giovane età dei presunti responsabili. La minore età deve essere considerata nel quadro delle valutazioni educative e giuridiche, ma non può tradursi nella sottovalutazione dei rischi connessi a comportamenti potenzialmente lesivi.
I rischi degli psicofarmaci e dei medicinali sedativi
La vicenda richiama l’attenzione sui possibili effetti dell’assunzione impropria di sostanze farmacologiche. Alcuni medicinali ad azione sedativa, comprese le benzodiazepine, possono provocare sonnolenza, riduzione dello stato di vigilanza e compromissione della coordinazione. La gravità degli effetti dipende dal principio attivo, dalla dose assunta, dalle condizioni individuali e dalle eventuali interazioni con altre sostanze o terapie.
La somministrazione senza prescrizione e senza conoscenza del quadro clinico della persona interessata introduce quindi un margine di rischio che non può essere valutato superficialmente. Anche in assenza di conseguenze permanenti, la pericolosità potenziale della condotta resta un elemento rilevante.
Il CNDDU sottolinea inoltre l’importanza di ricostruire con precisione le modalità dell’episodio. Qualora fosse confermato che i medicinali sono stati reperiti, trasportati all’interno dell’istituto e introdotti nelle borracce dei compagni, sarà necessario verificare la successione dei fatti e il contributo di ciascuno degli studenti coinvolti.
L’accertamento delle responsabilità dovrà avvenire senza generalizzazioni, distinguendo le singole posizioni ed evitando sia giudizi sommari sia ingiustificate attenuazioni.
Sanzioni disciplinari e responsabilità: la richiesta del Coordinamento
Sul piano scolastico, il CNDDU chiede una risposta rigorosa e proporzionata alla gravità degli eventuali fatti accertati. La funzione educativa dell’istituzione, secondo il Coordinamento, non può essere interpretata come un obbligo di indulgenza di fronte a condotte che mettono a rischio la salute dei compagni.
In caso di conferma delle contestazioni, il Coordinamento auspica l’adozione di provvedimenti disciplinari incisivi, nel rispetto delle norme applicabili e delle garanzie previste per gli studenti coinvolti.
Il dibattito, osserva il CNDDU, non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla durata delle eventuali sospensioni. Il punto centrale riguarda la capacità della scuola di tutelare la comunità, affermare regole condivise e rendere comprensibile il legame tra comportamenti e conseguenze.
La partecipazione a un gruppo o a una dinamica collettiva, in questa prospettiva, non può essere considerata una giustificazione automatica per eventuali condotte pericolose. Resta indispensabile, tuttavia, che ogni decisione disciplinare sia fondata su fatti verificati e sulla valutazione individuale delle responsabilità.
La tutela degli studenti e la fiducia nella scuola
Un aspetto centrale riguarda gli studenti che avrebbero assunto inconsapevolmente i medicinali. La loro tutela non si esaurisce nella verifica delle eventuali conseguenze fisiche immediate, ma comprende anche la necessità di ripristinare un clima di fiducia e sicurezza all’interno dell’ambiente scolastico.
Episodi di questo tipo, se confermati, possono compromettere la serenità dei rapporti tra compagni e alimentare la percezione che anche gesti quotidiani, come bere dalla propria borraccia, non siano del tutto sicuri.
Per questo motivo, il Coordinamento richiama l’esigenza di fornire alle famiglie informazioni chiare sulle iniziative intraprese, nel rispetto della riservatezza dei minorenni e della correttezza degli accertamenti. La protezione degli studenti coinvolti deve rimanere prioritaria, evitando esposizioni pubbliche o ricostruzioni che possano pregiudicare la loro dignità.
Psicofarmaci tra gli adolescenti, la necessità di rafforzare la prevenzione
La vicenda riporta al centro anche il tema della disponibilità e dell’utilizzo improprio dei medicinali tra gli adolescenti. Il comunicato del CNDDU richiama i dati attribuiti all’Osservatorio provinciale sulle dipendenze di Treviso, relativi all’assunzione di psicofarmaci senza prescrizione medica da parte di una quota degli studenti intervistati.
Per una corretta valutazione di questi dati è necessario fare riferimento alla rilevazione originale, verificandone periodo, campione e risultati. Il tema, tuttavia, evidenzia l’importanza di promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’uso non controllato dei farmaci.
Il Coordinamento invita, in particolare, a distinguere tra l’assunzione personale di medicinali senza prescrizione e la loro eventuale somministrazione clandestina a terzi. Si tratta di situazioni differenti, che richiedono specifiche valutazioni sul piano sanitario, educativo e, ove ne ricorrano i presupposti, giuridico.
La prevenzione non può limitarsi a interventi informativi sporadici. Scuole, famiglie e servizi sanitari sono chiamati a collaborare in modo continuativo, promuovendo l’educazione alla salute, la conoscenza degli effetti dei medicinali e una maggiore attenzione alle modalità di custodia e reperimento delle sostanze farmacologiche.
Sicurezza scolastica, il CNDDU chiede di chiarire tutti i fatti
Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, è necessario che la vicenda venga chiarita tempestivamente e che siano accertate tutte le responsabilità individuali. Qualora i fatti descritti trovassero conferma, il CNDDU auspica provvedimenti disciplinari di adeguata severità e la valutazione degli eventuali ulteriori profili di responsabilità da parte delle autorità competenti.
Il messaggio del presidente Romano Pesavento richiama una questione che va oltre il singolo episodio: la credibilità dell’istituzione scolastica si misura anche dalla capacità di intervenire quando la sicurezza degli studenti viene esposta a un rischio concreto.
Educare alla responsabilità significa promuovere consapevolezza, rispetto e capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni. Ma significa anche stabilire limiti chiari e applicare regole coerenti, senza confondere la finalità educativa con la minimizzazione di comportamenti potenzialmente pericolosi.
La scuola, conclude il CNDDU, deve poter garantire un ambiente nel quale la salute, la dignità e l’incolumità di ogni studente siano tutelate. Se le contestazioni relative ai medicinali nelle borracce saranno confermate, la risposta dovrà essere ferma, proporzionata e fondata su accertamenti rigorosi.
Fonte: Comunicato del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU).
Dichiarazione a firma del prof. Romano Pesavento, presidente del CNDDU.
di Readazione



