Dl scuola, Manzi (Pd): «Opposizioni unite su tre punti qualificanti, il governo ascolti»
Decreto scuola, confronto al Senato sugli emendamenti unitari delle opposizioni. Al centro del dibattito il tetto agli alunni con cittadinanza non italiana, i fondi per il contrasto alla violenza sulle donne e il ruolo delle famiglie nel PEI.
Roma 21/10/2026 – Le opposizioni si presentano unite al Senato sul decreto scuola, individuando tre ambiti di intervento sui quali chiedono al governo un confronto nel merito. Al centro della posizione illustrata da Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico, ci sono le misure relative agli alunni con cittadinanza non italiana, la destinazione delle risorse per il contrasto alla violenza sulle donne e il coinvolgimento delle famiglie nella definizione del Piano educativo individualizzato (PEI).
La posizione è stata espressa da Manzi attraverso una dichiarazione diffusa alla stampa, nella quale la rappresentante del Pd sottolinea il significato politico della presentazione congiunta degli emendamenti e sollecita la maggioranza parlamentare a valutare le proposte avanzate dalle forze di opposizione.
«La scelta delle opposizioni di presentarsi unite al Senato, con tre emendamenti unitari, è un fatto politico che il governo non può ignorare», afferma Manzi, indicando nei tre interventi i punti sui quali, a suo giudizio, il decreto presenta le maggiori criticità.
Alunni con cittadinanza non italiana, il nodo dell’inclusione scolastica
Il primo tema riguarda il tetto agli alunni con cittadinanza non italiana. Secondo Manzi, l’introduzione di limiti numerici non rappresenterebbe una risposta adeguata alle esigenze delle scuole e degli studenti coinvolti nei percorsi di integrazione.
La responsabile nazionale scuola del Pd sostiene che l’inclusione debba essere perseguita attraverso strumenti didattici e organizzativi mirati, con particolare attenzione all’apprendimento dell’italiano come seconda lingua e alla presenza di mediatori culturali.
«L’integrazione passa per l’italiano come seconda lingua e i mediatori culturali, non per le quote», dichiara.
Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulle politiche di inclusione scolastica e sulla capacità degli istituti di rispondere a bisogni linguistici ed educativi differenti. Nella posizione espressa dal Pd, il sostegno agli studenti deve quindi basarsi su interventi dedicati e risorse adeguate, piuttosto che su soglie numeriche.
Cyberbullismo e violenza sulle donne, la questione delle risorse
Il secondo emendamento riguarda la destinazione dei fondi per il contrasto alla violenza sulle donne e il loro impiego per iniziative contro il cyberbullismo.
Manzi contesta l’impostazione che, secondo la sua ricostruzione, metterebbe in competizione due ambiti di intervento distinti, entrambi meritevoli di finanziamenti specifici.
«Dirottare sul cyberbullismo i fondi contro la violenza sulle donne mette in competizione due emergenze che meritano entrambe risorse certe», afferma la deputata del Pd.
La questione solleva il tema della programmazione delle risorse pubbliche destinate alla prevenzione e al contrasto della violenza, sia nei contesti educativi e digitali sia nell’ambito delle politiche di tutela delle donne. La posizione espressa da Manzi è che il rafforzamento delle iniziative contro il cyberbullismo non debba avvenire a scapito dei finanziamenti destinati al contrasto della violenza di genere.
PEI e alunni con disabilità, il ruolo delle famiglie
Il terzo punto riguarda il Piano educativo individualizzato, lo strumento attraverso il quale viene definito il percorso educativo e didattico dell’alunno con disabilità, nell’ambito della progettazione inclusiva della scuola.
Secondo Manzi, le disposizioni contestate rischiano di ridimensionare il ruolo delle famiglie nella definizione del PEI, con possibili ricadute sulla partecipazione dei genitori al percorso scolastico dei figli.
«E ridurre il ruolo delle famiglie nel Piano educativo individualizzato lascia più soli gli alunni con disabilità», dichiara la responsabile nazionale scuola del Pd.
Il tema riguarda il rapporto tra istituzione scolastica, famiglia e soggetti coinvolti nella progettazione educativa individualizzata. Il confronto si concentra sul peso riconosciuto alla partecipazione dei genitori e sulla necessità di garantire che le scelte relative al percorso educativo tengano conto delle esigenze specifiche degli studenti con disabilità.
Il confronto parlamentare sul decreto scuola
La presentazione dei tre emendamenti unitari rappresenta, nella lettura proposta da Manzi, un tentativo delle opposizioni di individuare una linea condivisa su questioni considerate centrali per il sistema scolastico.
La richiesta rivolta alla maggioranza è quella di aprire un confronto sui contenuti delle proposte, al di là delle divisioni tra schieramenti.
«Su questi temi c’è un’alternativa chiara e condivisa: la maggioranza almeno una volta abbia il coraggio di confrontarsi nel merito», conclude Manzi.
Il confronto parlamentare dovrà chiarire quale spazio sarà riconosciuto alle proposte di modifica e quali eventuali cambiamenti potranno essere introdotti nel testo del decreto. Per una valutazione puntuale dell’impatto normativo delle misure sarà necessario fare riferimento al testo ufficiale del provvedimento e alla formulazione degli emendamenti presentati.
di Redazione


