Conte: Le scuole resteranno chiuse, stiamo lavorando alla proroga

Giuseppe Conte non nasconde che l’attuale quarantena si protrarrà ancora. Quindi scuole chiuse almeno fino a Pasqua. Lo fa in un’intervista al CorrieredelaSera in cui spiega anche cosa possiamo aspettarci dall’azione del governo.
“Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo il picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza”.
L’appello di Conte
Ma qualsiasi provvedimento ha il fiato corto se non viene condiviso dai cittadini. Ed ecco il consueto appello di Conte agli italiani.
“Bisogna usare il buonsenso e agire tutti con la massima consapevolezza, le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono e verranno applicate in modo severo e sono d’ accordo con quei sindaci che hanno chiuso anche le ville e i parchi: una cosa è fare attività sportiva, un’ altra è trasformare i luoghi pubblici in punti di assembramento, cosa inammissibile. Al momento non sono previste altre misure restrittive di largo respiro, ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire”.
Il pensiero di Conte, comunque torna alla scuola. Ai milioni di lavoratori del sistema istruzione italiano, a tutti gli studenti che ogni giorno stanno dando prova di assennatezza e maturità.
“Di sicuro, anche per le scuole, come per la trasformazione di un intero Paese in una «zona rossa», nei prossimi giorni prenderemo le scelte adeguate in base ai principi sopra esposti e come sempre sarà «determinante il parere degli scienziati, i migliori sul mercato e di cui ci stiamo avvalendo, visto che non rincorriamo i sondaggi ma abbiamo in qualche modo, doverosamente, ceduto il passo alla comunità scientifica, che in alcuni momenti della storia può anche guidare le decisioni politiche”.
Ma l’Italia deve anche avere un futuro. Le nubi che si addensano sull’economia spaventano quasi quanto il coronavirus.
“Ci stiamo lavorando giorno e notte nonostante l’emergenza, sarà un’opera di sblocco di investimenti pubblici mai vista prima, per alcune decine di miliardi di euro, basti pensare a quello che hanno al momento bloccato due stazioni appaltanti come Anas e Rfi, non so dire al momento se saranno 50 o 70 o 100 miliardi di euro, ma di sicuro sarà il più grande provvedimento degli ultimi decenni in termini di semplificazione delle procedure e degli investimenti, una cosa che nessuno ha mai realizzato prima e di cui l’Italia ha un bisogno quasi disperato, oggi più che mai per immaginare almeno una ripresa robusta dopo la crisi da coronavirus, e per trasformare questa crisi in una virtù”.
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