AperturaCopertinaNewsOpinioniPRIMO PIANOULTIMEUncategorized

Esame di Stato 2026, il bilancio di un commissario: «La vera maturità è ascoltare gli studenti»

Si chiude l'Esame di Stato 2026: il valore di un percorso condiviso

Con l’ultimo colloquio orale e il tradizionale sigillo del plico con la ceralacca si è concluso anche l’Esame di Stato 2026. Un gesto che va ben oltre l’aspetto amministrativo e rappresenta, simbolicamente, la conclusione di un intero anno scolastico vissuto insieme a studenti, docenti e personale scolastico.

Questa sessione d’esame ha segnato anche la prima concreta applicazione delle nuove indicazioni operative, affrontata da commissioni chiamate a coniugare rigore, equilibrio e responsabilità. Un lavoro svolto grazie alla collaborazione tra professionisti che, ancora una volta, hanno dimostrato quanto il confronto e il lavoro di squadra siano elementi essenziali per accompagnare gli studenti nell’ultimo passo del loro percorso scolastico.

Un ritorno all’Esame di Stato dopo il trasferimento

Per chi scrive, questa maturità ha rappresentato anche un ritorno significativo dopo l’immissione in ruolo a Genova attraverso la procedura della call veloce.

Ritornare a far parte di una commissione d’esame ha confermato quanto l’Esame di Stato continui a rappresentare uno dei momenti più importanti della professione docente: non solo una verifica finale, ma un’occasione per valorizzare il percorso di crescita di ogni studente.

Il tema dei compensi dei commissari

L’Esame di Stato 2026 ha riportato al centro dell’attenzione anche alcune criticità organizzative. Tra queste, il tema dei compensi destinati ai commissari e ai presidenti di commissione, fermi ormai dal 2007.

Parlare della scuola significa anche evidenziarne le problematiche con equilibrio e spirito costruttivo, affinché il dibattito pubblico possa contribuire a migliorare un sistema che coinvolge milioni di studenti, famiglie e lavoratori.

Le “domande marzulliane”: quando il colloquio diventa ascolto

Oltre agli aspetti formali dell’esame, ogni commissione porta con sé esperienze umane difficili da raccontare nei verbali ufficiali.

Anche quest’anno, al termine dei colloqui, è stato riproposto un piccolo rito personale: le cosiddette “domande marzulliane”. Domande pensate per andare oltre la prestazione scolastica e consentire agli studenti di raccontare emozioni, aspettative e riflessioni sul percorso appena concluso.

Le risposte ricevute hanno confermato, ancora una volta, quanto l’ascolto rappresenti uno degli strumenti educativi più preziosi. Prima ancora della valutazione, la scuola dovrebbe continuare a essere il luogo in cui ogni studente trova spazio per esprimere sé stesso.

Un anno di crescita professionale

L’anno scolastico appena concluso ha avuto anche un importante valore personale e professionale.

Tra i traguardi raggiunti figurano il completamento del percorso di specializzazione TFA sostegno e l’assunzione di nuove responsabilità nel mondo associativo e nell’impegno civico. Esperienze differenti, accomunate dalla volontà di contribuire alla crescita della comunità e del sistema scolastico.

Il ringraziamento alla commissione e al personale scolastico

Ogni Esame di Stato è il risultato del lavoro quotidiano di molte persone.

Un ringraziamento va al presidente di commissione, ai commissari e al personale ATA che, spesso lontano dai riflettori, garantiscono con professionalità il corretto svolgimento di tutte le operazioni d’esame.

L’estate non ferma la scuola

La conclusione degli esami coincide con l’inizio di una fase diversa, dedicata alla riflessione e alla programmazione del nuovo anno scolastico.

Per chi continua a occuparsi quotidianamente di informazione scolastica e di progettazione associativa, il lavoro prosegue anche durante l’estate con l’obiettivo di offrire aggiornamenti, approfondimenti e nuovi progetti dedicati al mondo dell’istruzione.

La vera maturità comincia dopo l’esame

Ogni Esame di Stato lascia negli archivi un plico sigillato con la ceralacca. Ma ciò che resta davvero impresso sono gli sguardi, le emozioni e i percorsi di crescita vissuti dagli studenti.

La maturità non rappresenta la fine di un cammino. È l’inizio di una nuova fase della vita, nella quale ciascun ragazzo porterà con sé competenze, esperienze, sogni e speranze costruiti negli anni trascorsi tra i banchi di scuola.

Ed è proprio questo, forse, il significato più autentico dell’Esame di Stato: accompagnare una generazione verso il futuro, ricordando che il valore più grande della scuola non è soltanto quello che viene verbalizzato, ma tutto ciò che continua a vivere nelle persone anche dopo l’ultima prova.

A cura di  Diego Palma

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio