
Vaccino per i giovanissimi. Poca adesione e paura dei genitori. Più di mezzo milione di studenti tra i 16 e i 19 anni ha già aderito alla campagna. Ma, nella fascia di età tra i 12 e i 15, si sono fatti avanti solo in 150 mila. E i pediatri cosa ne pensano? Parola ad Annamaria Staiano, direttrice di Pediatra generale all’Azienda ospedaliera universitaria federiciana di Napoli e neopresidente della Società italiana di pediatria.
Il parere della pediatra
“Sono pochi, pochissimi. Ed è un gran guaio. Ma noi pediatri ci stiamo spendendo con tutte le forze per convincere questi genitori attendisti. Perché i ragazzini sono un grosso serbatoio per la circolazione del virus e delle sue varianti e vanno vaccinati subito. Ora. Non dopo l’estate”. Annamaria Staiano consulta i numeri aggiornati delle vaccinazioni nella fascia più giovane della popolazione italiana, quella tra i 12 e i 19 anni. 727.000 con una dose (il 15% su una platea di oltre 4,5 milioni di persone) e 127.000 con doppia dose ( il 2,7 %). “Ma di questi — spiega — l’80 per cento sono giovani tra i 16 e i 19 anni che stanno aderendo in modo entusiasta alla campagna vaccinale. Sono i maturandi, i non ancora maggiorenni ma già abbastanza grandi per volersi conquistare un lasciapassare per vacanze in sicurezza, a dire ai genitori esitanti che loro vogliono fare il vaccino. Sotto i 16 anni invece possiamo dire che i vaccinati con una dose non arrivano a 150.000, troppo pochi”.
Le paure dei genitori
Ma cosa temono i genitori per i loro figli giovanissimi? “Intanto sgombriamo subito il campo dalla malainformazione — spiega Annamaria Staiano — Studi molto accreditati hanno confermato che i vaccini sono assolutamente sicuri anche per i più piccoli, dai 12 anni in su. E non è stato dimostrato alcun nesso di causa-effetto con questi rari episodi di miocarditi che si sono verificati in ragazzi più grandi (dai 17 anni in su) e che comunque sono lievi e regrediscono in fretta. Per non parlare di quelli che temono che i vaccini a mRna possano modificare il Dna. Tutte fandonie. Non si tratta affatto di no vax — spiega. Nella grandissima maggioranza sono padri e madri regolarmente vaccinati che però per i loro figli più piccoli hanno mille dubbi e preferiscono aspettare il rientro dalle vacanze. Ci chiedono informazioni ma poi se ne vanno ritenendo che il rischio per i ragazzini di contrarre la malattia (tantomeno in forma grave) in questo momento di contagi così bassi è davvero minimo e dunque il rapporto rischi-benefici secondo loro non vale la candela. Capiscono però che per la ripresa della scuola è importante che gli studenti siano vaccinati ma rimandano, magari programmano l’appuntamento per fine agosto, primi di settembre. E sbagliano. Innanzitutto perché è dimostrato come per la variante Delta sia fondamentale essere del tutto vaccinati e se non si comincia ora non ci sono i tempi e poi perché comunque c’è ancora una grossa fetta di popolazione adulta non immunizzata e questi ragazzini possono tramutarsi in un formidabile serbatoio di contagi”.
No Dad
Ecco le paure della Staiano: “Non c’è solo il Covid. I ragazzi in questo anno e mezzo di pandemia hanno pagato un prezzo altissimo a livello psicofisico, in termini di isolamento, di difficoltà nelle relazioni sociali. Non possiamo permetterci un altro anno in Dad. Per la salute dei nostri ragazzi e di tutti portiamoli subito a vaccinare”.
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