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Scuola, Pittoni (Lega): «Si valuta un terzo ciclo dei corsi INDIRE per il sostegno»

L'esponente della Lega propone di ampliare l'accesso ai percorsi di specializzazione anche ai docenti iscritti ai corsi esteri prima dell'avvio ufficiale dell'INDIRE. Obiettivo: risolvere il nodo dei titoli esteri e valorizzare l'esperienza dei precari.

ROMA – Si apre la riflessione su un possibile terzo ciclo dei corsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno. A rilanciare il tema è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, che attraverso un post pubblicato sui social ha illustrato una proposta finalizzata ad ampliare la platea dei beneficiari dei percorsi di formazione.

Secondo Pittoni, i percorsi INDIRE sono stati introdotti anche per affrontare la questione dei titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero, il cui riconoscimento è fermo da tempo e sul quale, ricorda, anche le istituzioni europee hanno più volte sollecitato un intervento da parte dell’Italia.

La proposta: accesso esteso ai docenti iscritti ai percorsi esteri prima dell’avvio di INDIRE

L’esponente della Lega spiega di essersi fatto promotore della richiesta di valutare la praticabilità di un nuovo ciclo di corsi INDIRE, destinato non soltanto ai docenti che nel 2026 hanno maturato le tre annualità di servizio specifico richieste per l’accesso, ma anche a coloro che sono rimasti esclusi non per una scelta volontaria, bensì a causa di «una combinazione di fattori temporali, tecnici e burocratici non prevedibili al momento dell’iscrizione ai percorsi esteri».

L’ipotesi avanzata prevede quindi di consentire la partecipazione anche agli insegnanti che si sono immatricolati presso università straniere prima dell’avvio ufficiale della procedura INDIRE.

La data del 26 giugno 2025 come possibile riferimento

Per individuare un criterio oggettivo, Pittoni indica come possibile data spartiacque il 26 giugno 2025, giorno della pubblicazione dei Decreti Dipartimentali con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha assegnato i primi posti alle università per l’attivazione dei percorsi.

Al fine di evitare irregolarità o autocertificazioni non verificabili, la proposta prevede che i candidati presentino il certificato di immatricolazione rilasciato dall’ateneo estero, documento che attesterebbe l’iscrizione entro i termini previsti.

L’obiettivo: rendere strutturali i percorsi INDIRE

Nel suo intervento, Pittoni guarda anche oltre l’eventuale terzo ciclo, auspicando che i corsi INDIRE sul sostegno possano diventare una misura strutturale.

«Per i triennalisti il sogno sarebbe vedere i corsi INDIRE sul sostegno diventare strutturali, riconoscendo definitivamente il valore dell’esperienza acquisita», afferma il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega.

La proposta si inserisce nel più ampio dibattito sul reclutamento e sulla formazione dei docenti di sostegno, in un momento in cui il sistema scolastico continua a confrontarsi con la carenza di insegnanti specializzati e con il tema del riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero.

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