Scuole chiuse, ma non per tutti: gli Ata continueranno a lavorare e anche molti docenti. Ecco perché

Cosa accadrà con la chiusura di tutte le scuole italiane? Abbiamo provato a declinare un quadro per rendere comprensibile a tutti lo scenario.
Gli studenti italiani sono otto milioni e mezzo, frequentano 40.879 scuole. per loro scatterebbe la sospensione delle attività didattiche. Almeno fino a metà marzo.
I docenti non dovranno recarsi a scuola, salvo in quegli istituti che hanno già attivato l’online.
Il rischio dell’Online
L’aspetto più difficoltoso e che rischia di dividere realmente il paese a metà è proprio quello legato alla didattica online. Il Miur ha preparato un piano di e-learning. Molte scuole sono in grado di aderire. Altre si sono attrezzate autonomamente. Ma sono, comunque, tantissime quelle non in condizione di applicare le indicazioni ministeriali.
Saranno tutti chiamati a presentarsi a scuola, invece, gli Ata. Per il personale tecnico amministrativo l’obbligo di gestire le attività quotidiane e la sanificazione degli edifici.
Il piano dell’Azzolina
Il ministro Azzolina sta lavorando per elaborare un piano per la gestione della Maturità in caso di prolungamento dell’emergenza. In ogni caso, allo stato, è da escludere un prolungamento dell’anno scolastico o una cancellazione dell’esame di stato.
Se non sarà possibile frequentare la scuola per i 200 giorni minimi, nessuno rischia di perdere l’anno scolastico. Lo prevede il decreto già approvato in consiglio dei ministri.
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