Caro Iacona, i prof lavorano in condizioni difficili e vengono pagati poco. Ma non sono demotivati

Caro Iacona, i prof lavorano in condizioni difficili e vengono pagati poco. Ma non sono demotivati
Dopo la trasmissione dedicata alla scuola di Presa Diretta ci sono state numerose prese di posizione. Il programma di Riccardo Iacona ha sollevato più di un interrogativo su come funziona la scuola italiana. Uno spunto di riflessione viene da un articolo del sottosegretario alla pubblica Istruzione Peppe de Cristofaro. De Cristofaro è intervenuto sull’ HuffingtonPost rivolgendosi direttamente a Iacona.
…Caro Riccardo Iacona,
…. la retorica dei docenti demotivati, frustrati e che non si aggiornano perché sottopagati, non regge alla prova dei fatti e fa male alla scuola italiana. I docenti sono giustamente molto arrabbiati perché vengono pagati molto poco e perché spesso sono precari e vivono molto lontano da casa. Ma tutt’altro che demotivati. Anzi, la loro frustrazione nasce proprio dalla loro grande motivazione. È la frustrazione di chi fa scuola in contesti difficili, senza strutture, materiali e attrezzature adeguate, in classi molto numerose e edifici fatiscenti. È la frustrazione di chi sa che l’accesso a scuola è “separato” e che non vengono dati a tutti gli studenti le stesse possibilità e opportunità di successo formativo, perché diverse sono le situazioni di partenza .
…Se pensiamo poi che la ricetta giusta sia la selezione e assunzione del personale docente da parte dei Presidi, allora siamo davvero molto lontani dalla scuola che ho in testa democratica, plurale, inclusiva, equa e di qualità.
… La scuola italiana è davanti a un bivio tra rinnovamento radicale e pericolo di divenire strumento di esclusione e frammentazione sociale. Se l’istruzione vuole tornare a essere un fattore di emancipazione e di attivazione dell’ascensore sociale, nel rispetto dell’art. 3 e 34 della nostra Costituzione, non dobbiamo permettere che esistano scuole di “seconda scelta” e studenti di serie B.
Caro Iacona, addossare le “colpe” di tutto questo ai docenti demotivati è davvero molto falso e ingeneroso. Ben vengano allora le didattiche attive, le avanguardie educative e le competenze trasversali, ben venga la scuola-comunità come centro culturale e formativo di una intera comunità, e non mi stancherò mai dirlo, ben vengano gli studenti al centro del sistema d’istruzione, protagonisti del loro apprendimento, autonomi, responsabili e attivi.
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