
Via al concorso per gli insegnanti, ma chi lo fa per abilitarsi, avendo prestato servizio nelle paritarie negli anni scorsi, dovrà pagarsi le spese per i crediti formativi. Un costo di almeno 4mila euro. Così funziona il concorso e così prevede il Decreto Scuola approvato in prima lettura alla Camera e che diverrà legge entro la fine dell’anno. Chi ha prestato servizio nelle statali potrà essere assunto, e farà una prova analoga ma distinta da chi potrà solo abilitarsi, perché ha insegnato nelle paritarie o nei percorsi di formazione professionale (e dovrà pagarsi i crediti formativi).
Ci saranno due procedure distinte per il concorso straordinario tra chi ha insegnato nelle statali e chi ha invece prestato servizio nelle paritarie ovvero nei percorsi di istruzione o formazione professionale. La differenza sostanziale è che la prima permette agli insegnanti di essere assunti in ruolo, rientrando naturalmente nei primi 24 mila posti e ottenendo il punteggio minimo di 7/10. Mentre la seconda consente di ottenere l’abilitazione per insegnare nelle secondarie.
La prova sarà analoga a quella prevista per il reclutamento, ma sarà distinta. Potranno sostenerla quelli che hanno svolto almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, presso scuole statali, scuole paritarie, ovvero nell’ambito di percorsi di istruzione e formazione professionale. A parteciparvi potranno essere anche quelli che già insegnano ma che intendono appunto abilitarsi per un’altra classe di concorso rispetto a quella per cui insegnano. Quando si parla di tre anni, si intende compreso l’anno in servizio.
L’ESAME
Ma come sarà l’esame? Così funziona il concorso: una prova scritta informatizzata, composta da quesiti a risposta multipla su argomenti afferenti le classi di concorso e sulle metodologie didattiche. La prova – che riguarda il programma di esame previsto per il concorso ordinario per titoli ed esami per la scuola secondaria bandito nel 2016 10 – si intende superata con un punteggio minimo di 7/10 o equivalente.
ASSUNZIONI NON IMMEDIATE
Ma la grande differenza è che mentre i 24 mila assunti potranno conseguire i 24 crediti formativi a carico dello Stato (il costo è di circa 4 mila euro), per gli abilitanti i crediti sono a carico proprio. Un altro elemento importante riguarda i tempi di assunzione, che potranno essere anche lunghi per i 24 mila. Nonostante la procedura straordinaria sia bandita solo per le regioni, per le classi di concorso e per le tipologie di posto per le quali si prevede che, negli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, vi saranno posti vacanti e disponibili, si stabilisce sin da subito che, ove occorra, le immissioni in ruolo dei vincitori possono essere disposte anche successivamente all’anno scolastico 2022/2023, fino all’esaurimento della graduatoria. Così funziona il concorso, ora si attendono soltanto i bandi.
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