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Scuola in ospedale e a casa: 2,3 milioni per il 2026/27

Con due decreti il Ministero dell’Istruzione e del Merito ripartisce le risorse per gli alunni ricoverati o assistiti a casa: 2.321.644 euro in tutto, con un primo versamento di 1.029.407 euro agli Uffici scolastici regionali. Il saldo, di 1.292.237 euro, arriverà a fine anno scolastico dopo la rendicontazione.

Roma 5 ottobre 2026 – Il diritto allo studio non si ferma davanti a un letto d’ospedale o a una malattia che costringe a restare a casa. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito i criteri di riparto e avviato l’erogazione dei fondi destinati, per l’anno scolastico 2026/2027, all’istruzione domiciliare e alla scuola in ospedale: le risorse complessive ammontano a 2.321.644 euro, di cui 1.029.407 euro in acconto sull’esercizio finanziario 2026.

I due decreti

I provvedimenti sono due, firmati dalla Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica, nel Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione.

Il primo, del 15 ottobre 2026 (n. 2348), fissa i criteri di riparto in base all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 63/2017. L’obiettivo è garantire il diritto all’istruzione di alunne, alunni, studentesse e studenti ricoverati in ospedale, in case di cura e riabilitazione, oltre a quelli in istruzione domiciliare, assicurando anche gli strumenti didattici necessari, digitali e in modalità telematica.

Il secondo, del 30 ottobre 2026, dispone l’erogazione dell’acconto. Le risorse, a valere sul capitolo 1521 piano gestionale 3, sono ripartite agli Uffici scolastici regionali secondo la colonna «Assegnazione acconto E.F. 2026» dell’allegato 1, con le modalità dell’articolo 34-quater della legge 196/2009.

Le cifre e i criteri

I 2.321.644 euro si dividono in due tranche:

  • 1.029.407 euro come acconto sull’esercizio finanziario 2026;
  • 1.292.237 euro come saldo sull’esercizio finanziario 2027.

Il decreto ripartisce le risorse tra le due misure con una proporzione fissa:

  • 85%, pari a 1.973.397 euro, all’istruzione domiciliare;
  • 15%, pari a 348.247 euro, all’istruzione ospedaliera.

La quota di ciascun Ufficio scolastico regionale è calcolata in proporzione al fabbisogno rappresentato e rendicontato secondo il decreto direttoriale 3534/2025. Gli Uffici regionali, valutate le esigenze emerse durante l’anno, possono derogare alla ripartizione 85/15 entro i limiti delle risorse assegnate.

Per l’istruzione ospedaliera è previsto un importo minimo: gli Uffici dovranno riconoscere, per ogni docente a cattedra intera di ciascuna sezione ospedaliera, almeno 258 euro, in linea con le annualità precedenti.

Le responsabilità degli Uffici regionali

Il decreto elenca i compiti degli Uffici scolastici regionali. Devono monitorare i bisogni formativi degli alunni ospedalizzati e di quelli seguiti a domicilio, esaminare i dati delle sezioni ospedaliere e le richieste di attivazione del servizio domiciliare avanzate dalle scuole, garantire il servizio con le risorse assegnate, compresi gli strumenti didattici, e verificare il corretto funzionamento delle sezioni ospedaliere e la coerenza dei flussi con i fondi ricevuti. I direttori generali possono avvalersi del supporto di istituzioni scolastiche scelte con criteri di pubblicità, trasparenza e selettività.

Rendicontazione e saldo

Il saldo di 1.292.237 euro sarà erogato alla fine dell’anno scolastico, in base alle esigenze e alle rendicontazioni. Al termine del 2026/2027 ogni Ufficio regionale, sui dati forniti dalle scuole, dovrà inviare alla Direzione generale una rendicontazione con una relazione finale sulle attività svolte. La Direzione si riserva di rimodulare gli importi assegnati ai singoli Uffici sulla base dei dati consolidati.

Dati e informazioni saranno pubblicati nella sezione «Amministrazione trasparente» del sito del Ministero, in ottemperanza al decreto legislativo 33/2013. Il decreto del 30 ottobre è inviato agli organi di controllo.

Decreto 30 ottobre – Decreto 15 ottobre

di Redazione

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