Tetto stranieri, Manzi (Pd): «Valditara ritiri la norma»
La responsabile scuola dem commenta la risposta della Commissione europea all’interrogazione del Partito democratico: «Dividere i bambini per provenienza impoverisce la scuola».

ROMA – «Un monito chiaro per il governo». Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito democratico, definisce la risposta della Commissione europea all’interrogazione presentata dal Pd sul tetto agli alunni stranieri previsto dal decreto scuola. Manzi chiede al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di ritirare la norma.
La risposta di Bruxelles
La Commissione europea segue attentamente l’iter del decreto-legge sulla scuola, come ha riferito la vicepresidente Roxana Mînzatu rispondendo a un’interrogazione del Pd all’Eurocamera. Secondo quanto riportato dalla stampa, Bruxelles per ora si limita a richiamare i principi dei trattati. I trattati, ha ricordato la Commissione, vietano ogni discriminazione basata sulla nazionalità, sia diretta sia indiretta. Le eccezioni sono ammesse solo per ragioni di ordine pubblico, sicurezza o sanità pubblica e vanno interpretate in modo restrittivo.
La posizione di Manzi
Nel suo commento Manzi sostiene che nessuna di queste ragioni possa giustificare la norma inserita nel decreto, «comunque lo si voglia presentare». La deputata ribadisce la posizione dei dem: «Dividere i bambini per provenienza non migliora la scuola, la impoverisce». Per l’esponente del Pd l’integrazione si costruisce con più insegnanti di italiano come lingua seconda, mediatori culturali e classi meno affollate, non con le quote. Manzi critica anche la scelta di intervenire con «una manovra che taglia proprio sulla scuola». Il governo, conclude, deve fermarsi «prima di aprire un altro scontro con l’Europa sulla pelle degli studenti».
Cosa prevede il decreto
Al centro del provvedimento c’è un tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi, con particolare riferimento agli alunni arrivati di recente in Italia e con una conoscenza limitata della lingua italiana. Secondo il governo, la misura punta a favorire l’integrazione e a migliorare l’apprendimento. Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre ed è in vigore dal primo ottobre, ma ancora in attesa di conversione in legge.
Le reazioni
Sul fronte dem, anche il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, ha sostenuto che il decreto sia fuori dai trattati europei. Il ministro Valditara, secondo le cronache, ha risposto che il problema non esiste e che il governo intende andare avanti.
La norma dovrà ora affrontare l’esame parlamentare per la conversione in legge, mentre il confronto politico sul tetto agli alunni stranieri resta aperto.
di Redazione




