AperturaCopertinaNewsPRIMO PIANOScarpellino VincenzoSindacatiULTIMEUncategorized

Nomine GPS 2026/27: sono 222.182. Il 78,9% delle supplenze scade il 30 giugno. FederIstruzione chiede un piano di stabilizzazione dei docenti.

I dati diffusi da FederIstruzione al 29 ottobre. Il sindacato: “Il precariato non è più un’emergenza, ma un meccanismo strutturale”. La richiesta: un piano credibile di stabilizzazione

ROMA, 30 ottobre 2026 – Sono 222.182 le nomine da Graduatorie ad esaurimento (GaE) e Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) censite per l’anno scolastico 2026/27. Il dato, aggiornato al 29 ottobre, è stato diffuso da FederIstruzione e riporta all’attenzione un nodo irrisolto della scuola pubblica italiana: la dipendenza dal lavoro di un numero molto alto di docenti con contratto a termine.

Il sindacato parla di “scandalo tutto italiano”. Secondo FederIstruzione, i numeri certificano una realtà che “non può più essere ignorata”. Un’ampia parte del funzionamento quotidiano delle scuole si regge infatti su insegnanti precari.

Il dettaglio dei numeri

Le supplenze classificate per tipologia di incarico sono complessivamente 218.923. Rispetto alle 222.182 nomine censite, restano quindi circa 3.300 incarichi non ricompresi nella classificazione. Ecco la ripartizione:

  • 172.670 contratti fino al 30 giugno, pari a circa il 78,9% delle supplenze classificate. Sono gli incarichi che scadono al termine delle attività didattiche;
  • 14.830 contratti fino al 31 agosto, con scadenza al termine dell’anno scolastico;
  • 31.423 spezzoni orari, pari al 14,4% del totale. Sono cattedre non complete, spesso frammentate su più scuole.

In sintesi, circa quattro supplenze su cinque hanno una durata che non supera l’anno scolastico. Un ulteriore 14% circa è costituito da incarichi a orario ridotto.

Come funzionano le nomine da GPS quest’anno

Le GPS sono lo strumento con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito assegna le supplenze annuali. Per il 2026/27 la procedura è disciplinata dall’ordinanza ministeriale n. 27/2026. Le domande con le preferenze sono state presentate su Istanze online dal 16 al 29 luglio 2026. Tra le novità c’è il cosiddetto “ripescaggio”: dal 2026/27 i posti che si liberano successivamente, anche per rinunce, sono assegnati in ulteriori fasi di attribuzione.

L’ordinanza introduce anche un regime più rigido per chi non partecipa. Sono esclusi dalle GPS e dalle graduatorie di istituto per l’intero biennio 2026/28 gli aspiranti che non hanno presentato alcuna domanda di aggiornamento e non partecipano nemmeno alla procedura informatizzata per la scelta delle supplenze.

Il quadro normativo prevede inoltre un canale parallelo verso il ruolo. Un emendamento al decreto Scuola ha prorogato al 31 dicembre 2026 le assunzioni su sostegno da GPS di prima fascia e la cosiddetta “mini call veloce” sui posti residui. Resta il fatto, sottolinea FederIstruzione, che l’ampiezza delle nomine a termine dimostra come queste misure non bastino a ridurre in modo strutturale il precariato.

La denuncia di FederIstruzione

Nel comunicato, firmato dal Segretario Generale Antonio Scarpellino, il sindacato sostiene che dietro i numeri ci siano “persone, professionalità, competenze e vite sospese nell’incertezza”. Sono docenti che ogni anno garantiscono il funzionamento delle scuole e la continuità delle attività didattiche, senza poter contare sulla stabilità che dovrebbe accompagnare una funzione pubblica così delicata.

FederIstruzione pone tre interrogativi:

  • come si possa parlare seriamente di continuità didattica quando migliaia di insegnanti lavorano con contratti a termine;
  • come si possano chiedere ai docenti dedizione e responsabilità costringendoli a vivere nell’incertezza del rinnovo e della sede di servizio;
  • perché il sistema continui a ricorrere così massicciamente alle supplenze senza trasformare questa necessità in una politica seria di stabilizzazione.

Per il sindacato non è accettabile che il precariato sia la soluzione ordinaria per garantire un servizio pubblico essenziale, né che l’incertezza professionale diventi la normalità per chi entra in classe ogni giorno. Il rischio è che la continuità del sistema sia affidata a lavoratori a cui “troppo spesso” non viene garantita la continuità del lavoro.

Le richieste alla politica

I dati sulle nomine da GPS, afferma FederIstruzione, “impongono una riflessione politica e sindacale non più rinviabile”. Il sindacato chiede:

  • interventi concreti per ridurre il ricorso ai contratti a termine;
  • procedure di reclutamento efficaci;
  • una programmazione adeguata degli organici;
  • un piano credibile di stabilizzazione, nel rispetto delle regole e dei diritti di tutti i docenti.

“La scuola non può continuare a chiedere ai precari di risolvere problemi che la politica non riesce a superare”, si legge nella nota. Il sindacato aggiunge che il precariato “non può essere il pilastro nascosto della scuola italiana” e che la stabilità del lavoro è una condizione essenziale per tutelare la dignità dei docenti e garantire un sistema educativo all’altezza delle esigenze degli studenti.

Le ricadute sugli studenti

Il tema non riguarda solo chi insegna. Una cattedra assegnata ogni anno a un docente diverso, o frammentata in spezzoni su più istituti, incide sulla continuità del rapporto educativo. Sul sostegno, dove la continuità con lo stesso insegnante è particolarmente rilevante, l’impatto è ancora più evidente. Sono considerazioni di contesto, in linea con le preoccupazioni espresse dal sindacato, che però non figurano nel comunicato come dati misurati.

La posizione del sindacato

FederIstruzione annuncia che continuerà a denunciare la situazione e a chiedere risposte concrete. Il comunicato si chiude con un messaggio netto: “Basta precariato strutturale. Basta soluzioni temporanee a problemi permanenti. La scuola ha bisogno di stabilità, non di incertezza”.

di Redazione

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio