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Gabanelli sulla riforma dei tecnici: 590 ore in meno

La giornalista, ospite della trasmissione «Propaganda», rivolge un affondo al ministro Valditara a quattro anni dall’insediamento: sotto accusa i tagli ai fondi sul disagio giovanile e la riduzione dell’area generale negli istituti tecnici

Roma – A quattro anni dall’avvio della gestione di Giuseppe Valditara al ministero dell’Istruzione e del Merito, la giornalista Milena Gabanelli mette in discussione i risultati dell’azione di governo sulla scuola. Lo ha fatto nel corso della trasmissione «Propaganda», secondo quanto riportato dalla testata specializzata Tecnica della Scuola.

Il disagio giovanile: «Meno fondi e più pene»

Il primo tema affrontato da Gabanelli è quello del disagio dei giovani. Secondo la giornalista, l’esecutivo avrebbe ridotto le risorse destinate a questo ambito, mentre ha scelto di intervenire con un inasprimento delle sanzioni e l’introduzione di nuovi reati. Un approccio che, a suo giudizio, non può funzionare in assenza di interventi di prevenzione: non è possibile, ha osservato, pensare di risolvere il problema soltanto riempiendo le carceri.

Il «merito» e la riforma degli istituti tecnici

La critica più netta riguarda il cambio di denominazione del dicastero, che con l’arrivo di Valditara ha aggiunto al nome la parola «Merito». Gabanelli ha ricordato che quella scelta aveva fatto nascere una certa aspettativa, per poi chiedersi quale sia, concretamente, il merito della riforma dei tecnici.

Il riferimento è al taglio complessivo di 590 ore in cinque anni nelle discipline dell’area di base: letteratura italiana, lingue straniere, scienze, biologia, chimica e fisica. È su questo punto che si concentra l’interrogativo della giornalista, che mette in dubbio il nesso tra la riduzione del monte ore e l’idea di merito richiamata nel nome del ministero.

Un dibattito aperto

Le dichiarazioni si inseriscono nel confronto politico e sindacale sulle scelte del Ministero, in una settimana segnata anche dalle proteste di studenti e docenti e dallo sciopero della scuola annunciato per il 30 ottobre. Al momento non risultano repliche ufficiali di viale Trastevere alle osservazioni della giornalista.

Fonte: Tecnica della Scuola, articolo del 24 ottobre 2026.

di Redazione

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