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Manovra 2027, 6.974 posti in meno tra docenti e ATA. FederIstruzione: potenziamento usato per le sostituzioni, ATA ridotti all’osso e sovraccarichi.

Manovra 2027: 6.974 posti in meno tra docenti e ATA dal 2027/28. Il sindacato replica alla senatrice Bucalo e denuncia l’impiego dei posti di potenziamento per tappare le assenze, la carenza di personale per la vigilanza e i compiti accumulati negli anni sugli ATA senza compensi adeguati

ROMA, 2 novembre 2026 – FederIstruzione interviene sull’articolo 66 della Legge di Bilancio 2027 e sul dibattito politico che ne è seguito. Il Segretario Generale Antonio Scarpellino parla di tagli condannati “senza appello” e a danno di docenti, famiglie, studenti e personale ATA. Il sindacato contesta anche la lettura della senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, secondo cui nessuna cattedra verrebbe toccata.

I numeri dell’articolo 66

Il disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre. Secondo la relazione tecnica, dal 1° settembre 2027 il comma 5 dell’articolo 66 elimina 4.925 posti nell’organico dell’autonomia dei docenti e 2.049 posti di personale ATA. Il totale è di 6.974 posti. Le stime indicano risparmi di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni annui dal 2028.

Il taglio si somma a quelli già decisi. La legge 207/2024 aveva già disposto la riduzione di 5.660 posti dell’organico dell’autonomia docente dal 2025/26 e di 2.174 posti ATA dal 2026/27. Nel complesso i posti ridotti in tre anni arrivano a 14.808.

Intervento Docenti ATA
Legge 207/2024 (dal 2025/26 per i docenti, dal 2026/27 per gli ATA) 5.660 2.174
Manovra 2027, art. 66 (dal 2027/28) 4.925 2.049
Totale cumulato 10.585 4.223

Sul turnover FederIstruzione parla di un calo del 75% delle assunzioni nella PA. Le ricostruzioni di settore precisano che la capacità assunzionale sarà al 75% per un solo anno, con ritorno al 100% dal 2028, e che la misura non si applica direttamente alla scuola. Per questo l’impatto sul comparto passa dalla riduzione degli organici.

Lo scontro con Bucalo

La senatrice sostiene che l’intervento riguardi soltanto l’organico del potenziamento, attraverso una parziale mancata sostituzione dei pensionamenti, pari allo 0,5% di un organico superiore a 800.000 insegnanti, senza esuberi né licenziamenti. Richiama anche il calo demografico degli ultimi anni.

FederIstruzione definisce questa lettura “falsa, o quanto meno ingannevole”. Per Scarpellino ridurre l’organico di potenziamento significa tagliare cattedre. I posti di potenziamento dell’organico dell’autonomia, sostiene il sindacato, fanno parte a pieno titolo dell’organico di diritto. Sono posti destinati al personale in ruolo e occupati da docenti che lavorano ogni giorno nelle scuole per far funzionare la macchina dell’istruzione italiana. Chiamarli “non cattedre” è, secondo la sigla, un modo per “salvare la faccia” al Governo.

Il testo di legge non chiarisce il punto. L’articolo 66 interviene sull’organico dell’autonomia, che comprende posti comuni, di sostegno e di potenziamento, e non indica espressamente il solo potenziamento come componente da ridurre.

La denuncia: potenziamento usato per le sostituzioni

FederIstruzione porta il confronto sul modo in cui i posti di potenziamento vengono impiegati. Secondo il sindacato in molte scuole i docenti di potenziamento sono utilizzati in modo improprio da parte dei dirigenti scolastici:

  • per coprire le assenze del personale, con il risultato che non svolgono più le attività di arricchimento dell’offerta formativa per cui quei posti sono stati istituiti;
  • per ricavare i collaboratori della dirigenza, perché gli esoneri per lo staff dirigenziale non esistono più.

La cornice normativa è più articolata. L’esonero e il semiesonero per i collaboratori del dirigente sono stati aboliti dal 1° settembre 2015 dalla legge di Stabilità 2015, e i collaboratori vanno individuati nell’ambito dell’organico dell’autonomia. La legge 107/2015 consente inoltre al dirigente di coprire con personale dell’organico dell’autonomia le supplenze fino a dieci giorni, tenendo conto degli obiettivi del potenziamento dell’offerta formativa. La legge di Bilancio 2026 ha poi rafforzato nelle scuole secondarie il ricorso al personale interno, con il divieto di nominare supplenti esterni nelle brevi supplenze su posto comune, salvo casi di assoluta necessità.

Per FederIstruzione il problema è l’effetto cumulato. Se i posti di potenziamento assorbono sostituzioni e funzioni organizzative, sostiene il sindacato, tagliarli equivale a togliere risorse al funzionamento ordinario delle scuole, e non a ridurre un “extra” disponibile.

Gli ATA “ridotti all’osso”

Il capitolo ATA è per il sindacato il più critico. FederIstruzione sostiene che gli organici siano ormai tanto ridotti che in moltissime scuole non si riescono a garantire nemmeno i livelli minimi di vigilanza e di sicurezza degli alunni.

Il sindacato denuncia inoltre che sul personale ATA siano piovuti negli anni nuovi adempimenti. Secondo FederIstruzione gli ATA sono stati chiamati a svolgere attività che prima erano in capo a figure esterne di supporto agli alunni con disabilità e al personale amministrativo, spesso legate a procedure digitali e amministrative, senza un’adeguata remunerazione né indennità. Un carico cresciuto progressivamente, dice la sigla, mentre gli organici si assottigliavano.

I dati ufficiali del 2026/27 ricostruiscono il quadro. L’organico ATA è fissato a 194.303 posti, 2.174 in meno rispetto ai 196.477 dell’anno precedente. La riduzione ricade interamente sui collaboratori scolastici delle scuole superiori: poco meno di 1.300 posti nei licei e circa 880 in tecnici, professionali e artistici.

Profilo ATA Posti 2026/27 Variazione
Collaboratori scolastici 128.969 -2.174 (da 131.143)
Assistenti amministrativi 46.822 invariati, con redistribuzione regionale
Assistenti tecnici 17.190 invariati, di cui 1.000 nel primo ciclo
DSGA 7.389 -12 (da 7.401)

I posti DSGA sono determinati separatamente e non rientrano nel conteggio generale degli organici ATA. Dal 2027/28, anno in cui scatterà il nuovo taglio, entreranno a regime le nuove figure di operatore scolastico e funzionario. Per gli ATA la norma non permette ancora di stabilire quanto peserà il taglio sui singoli profili. I criteri applicativi arriveranno in seguito. Organici ATA 2026/27: il Ministero definisce i 194.303 posti e il taglio dei collaboratori scolastici.

FederIstruzione ricorda che i collaboratori scolastici garantiscono apertura, vigilanza e assistenza. Meno posti in organico, nota il sindacato, significano anche meno supplenze annuali disponibili per il personale precario.

L’accusa ai “sindacati di Stato”

Nel suo intervento FederIstruzione rivolge un’accusa anche al mondo sindacale. Secondo la sigla, i cosiddetti sindacati di Stato sarebbero stati complici di anni di riduzioni, e si “sveglierebbero” soltanto quando la parte politica a cui sono vicini è all’opposizione, per mostrare un’attività che non svolgono con continuità.

Le richieste

Per FederIstruzione le risorse oggi disperse in progetti andrebbero usate per:

  • adoperare il calo demografico per eliminare il precariato;
  • costruire aule funzionali e una scuola “davvero gestibile”;
  • fissare un tetto massimo di 10 alunni per classe, con al massimo un alunno con disabilità.

Scarpellino sostiene che la politica italiana, “qualunque sia il colore”, segua i vincoli europei di contenimento della spesa per l’istruzione: cambiano i governi, ma i tagli restano, e a pagarli sono studenti, docenti, ATA e famiglie. Si tratta di una valutazione del sindacato.

di Redazione

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