Scuola, demolirla e ricostruirla daccapo costa meno di ristrutturarla, ecco il progetto per un istituto
Istituto Primo Levi di Fossano chiuso con 300 alunni costretti ad essere ospitati in una scuola vicina

Una delle delle tante storie sulla scuola. L’incuria, le varie ristrutturazioni non sono bastate a rendere sicura un istituto di Fossano, in provincia di Cuneo. il primo Levi. E si sta cercando di trovare una soluzione dopo circa 3 anni. Forse addirittura abbatterlo e ricostruirlo da solo.
L’episodio viene raccontato dalla Stampa di Cuneo che ha seguito la singolare vicenda di una scuola che non riesce a trovare pace.
La storia dei guai della scuola è iniziata nel gennaio del 2018 – si legge – con il crollo di una parte di intonaco nell’atrio e nella palestra: erano il segnale che la scuola non era sicura. L’allora sindaco Davide Sordella emise un’ordinanza che vietava la prosecuzione delle lezioni. Da quel momento la scuola «Primo Levi», anche detta «167», è rimasta chiusa. Con i 300 alunni fuori dal loro istituto, ospitati nella ex sede della Ragioneria, tra via Bava e via San Giovanni Bosco.
Dopo i piccoli crolli e la presa di coscienza dei problemi strutturali, sono cominciati i lavori di consolidamento e messa in sicurezza: ad oggi è stato ultimato un primo lotto da 350 mila euro con il rafforzamento del seminterrato.
Nel frattempo il Comune ha avviato la gara d’appalto per la progettazione e direzione lavori. E di qui arriva la novità: per i tecnici dello studio «Settanta 7» (gli stessi che hanno progettato il nuovo volto di piazza Vittorio Veneto) è più conveniente abbattere l’ex scuola e ricostruirla.
Sia sul piano economico-finanziario che su quello della funzionalità. La Giunta si è riunita ieri e ha espresso la volontà di abbattere la «Levi» e realizzarne una nuova. Perché la scelta diventi definitiva occorrerà qualche settimana: tempi tecnici per maggiori ragguagli su convenienza economica e cronoprogramma. La relazione dello studio di progettazione ha rivelato che con la semplice risistemazione si potrebbe arrivare a sostenere costi più alti del previsto. Dal Comune si parla di cifre fino a 7 milioni. Peserebbe anche l’efficientamento energetico, visto che come struttura l’attuale istituto non è candidabile al bando del 2021-2023 per l’edilizia scolastica.
Nell’opzione della ricostruzione da zero i progettisti creerebbero, invece, la scuola come «civic center» a servizio anche della città, con una palestra, una biblioteca e spazi per associazioni e cittadini. Avrebbe anche aule più grandi, di circa 250 metri quadrati. In più, con la decisione di abbattere e ricostruire si accorceranno i tempi del cantiere. Questa, almeno, è la previsione che fanno i tecnici: da 14-16 mesi ai 20-22 della ristrutturazione..




