Concorso docenti all’estero 2026, il MAECI seleziona insegnanti per le scuole italiane all’estero
Il Ministero degli Affari Esteri ha pubblicato la procedura per formare le graduatorie destinate al personale docente. Servono almeno tre anni di servizio, una certificazione linguistica e formazione sull’intercultura o internazionalizzazione. Domande online attraverso il portale SPSE.
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha indetto una nuova selezione per il personale docente da destinare al servizio all’estero, a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Il bando è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie speciale “Concorsi ed esami”, n. 58 del 31 luglio 2026 e prevede la formazione di nuove graduatorie per le tipologie di istituzioni scolastiche, i codici funzione e le aree linguistiche indicate negli allegati al provvedimento.
La procedura nasce dalla necessità di sostituire alcune graduatorie già esaurite o in via di esaurimento e consentire così la copertura dei posti di personale docente destinati alle sedi estere.
Quando presentare la domanda
La candidatura deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale SPSE del MAECI, utilizzando le credenziali SPID o CIE.
Il bando stabilisce che la domanda possa essere inviata dalle ore 9 del giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, inderogabilmente, entro le ore 23.59 del trentesimo giorno dalla pubblicazione.
Considerando la data indicata nel bando, 31 luglio 2026, il trentesimo giorno cade il 30 agosto 2026. Poiché tale data è festiva, il termine viene prorogato al primo giorno non festivo successivo. La scadenza risulta quindi lunedì 30 agosto 2026 alle ore 23.59, sulla base delle regole temporali riportate nel provvedimento.
Il portale per la presentazione della candidatura è quello dedicato alle selezioni del personale scolastico estero.
Chi può partecipare al concorso docenti all’estero
La selezione è riservata al personale docente con contratto a tempo indeterminato.
Tra i requisiti professionali principali è richiesto aver maturato, dopo la nomina in ruolo e il superamento dell’anno di formazione e prova, almeno tre anni scolastici di effettivo servizio in Italia.
Il servizio deve essere stato prestato nel ruolo di attuale titolarità e, per i docenti della scuola secondaria, nella classe di concorso di attuale titolarità. Per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria il requisito riguarda invece il posto di attuale titolarità.
Il bando precisa inoltre che l’anno scolastico in corso al momento della pubblicazione dell’avviso non viene valutato ai fini del requisito.
Chi non può partecipare
La procedura prevede precise condizioni di esclusione.
Non possono partecipare, tra gli altri, i docenti che abbiano già svolto più di un mandato all’estero nell’intera carriera, anche quando il precedente mandato sia stato pari o inferiore a sei anni.
Sono inoltre esclusi coloro che abbiano svolto un mandato di servizio all’estero novennale o comunque abbiano già svolto, o stiano svolgendo, un mandato superiore a sei anni.
Un ulteriore requisito riguarda la possibilità di assicurare sei anni scolastici consecutivi di permanenza all’estero a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027. Il mancato possesso di tale condizione può determinare il progressivo depennamento dalle graduatorie.
Certificazione linguistica almeno B2
Tra i requisiti culturali richiesti dal bando figura la conoscenza della lingua straniera per la quale si presenta la candidatura.
È richiesta una certificazione linguistica non inferiore al livello B2 del QCER, rilasciata dagli enti certificatori previsti dalla normativa richiamata nel bando.
La certificazione deve riportare i punteggi ottenuti nelle quattro competenze linguistiche previste dal Quadro comune europeo di riferimento: comprensione scritta, comprensione orale, conversazione e produzione scritta.
Il provvedimento prevede inoltre specifiche disposizioni per il riconoscimento di determinate lauree linguistiche come corrispondenti al livello C1, secondo le condizioni stabilite dalla normativa vigente.
Obbligatoria anche la formazione sull’intercultura
Oltre alla conoscenza linguistica, il candidato deve aver partecipato ad almeno un’attività formativa di almeno 25 ore.
La formazione deve essere organizzata da soggetti accreditati e riguardare tematiche legate all’intercultura o all’internazionalizzazione.
Per alcune categorie di candidati si aggiungono inoltre gli ulteriori requisiti previsti dall’articolo 5 del decreto interministeriale n. 634 del 2018.
Quali lingue sono richieste
Il bando individua quattro aree linguistiche per le quali è possibile candidarsi:
- francese;
- inglese;
- spagnolo;
- tedesco.
Il docente può partecipare per una o più lingue, in relazione ai codici funzione e alle aree linguistiche previste.
È però previsto un elemento importante: deve essere presentata una domanda per ogni area linguistica alla quale si intende partecipare.
Dove potranno essere destinati i docenti
La procedura riguarda diverse tipologie di istituzioni scolastiche all’estero.
Tra queste figurano le scuole statali all’estero, le scuole paritarie all’estero, le altre scuole italiane all’estero, le sezioni italiane inserite nelle scuole straniere o internazionali, le scuole straniere nelle quali è presente l’insegnamento dell’italiano e le iniziative scolastiche previste dall’articolo 10 del decreto legislativo n. 64 del 2017.
Il bando contempla anche le Scuole europee, indicate con la sigla SEU.
Le Scuole europee sono presenti, secondo quanto riportato nel provvedimento, in Belgio, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna.
Il candidato che intende concorrere per più tipologie di istituzioni può presentare un’unica domanda indicando le relative sigle, SCI e SEU.
Come si presenta la domanda
La domanda deve essere compilata esclusivamente attraverso il portale SPSE – Selezione personale scolastico estero del MAECI.
L’accesso avviene tramite SPID o CIE.
Al termine dell’invio il sistema assegna al candidato un codice numerico identificativo univoco, riportato nel PDF della domanda. Il codice dovrà essere utilizzato come riferimento nelle comunicazioni relative alla procedura.
Tra le informazioni obbligatorie rientrano anche un numero telefonico e un indirizzo PEC intestato al candidato.
Alla domanda devono essere allegati, nei casi previsti dal bando, i documenti relativi alla formazione sull’intercultura o internazionalizzazione, le certificazioni linguistiche e la documentazione relativa ai titoli richiesti.
Per i titoli conseguiti all’estero deve essere allegato il certificato di equivalenza o equipollenza oppure, se il riconoscimento è ancora in corso, la copia dell’istanza presentata.
La selezione: prima il colloquio, poi i titoli
La procedura si articola in due fasi.
La prima è rappresentata dal colloquio, comprensivo dell’accertamento linguistico. Soltanto i candidati che superano questa prova possono accedere alla successiva valutazione dei titoli.
Il colloquio si svolgerà in presenza presso la sede del MAECI a Roma.
La prova può assegnare complessivamente fino a 60 punti per ciascuna area linguistica indicata dal candidato.
Per superare il colloquio è necessario ottenere almeno 36 punti su 60.
Cosa viene valutato al colloquio
Il colloquio è articolato su tre principali ambiti.
Il primo riguarda la conoscenza del Sistema della formazione italiana nel Mondo, compreso il sistema delle Scuole europee, e della normativa relativa al servizio all’estero del personale scolastico. A questo ambito sono attribuiti fino a 20 punti.
Il secondo riguarda le competenze linguistico-comunicative nella lingua o nelle lingue indicate nella domanda, per un massimo di 20 punti.
Il terzo prende in considerazione l’idoneità relazionale, le competenze professionali trasversali, le competenze non cognitive e interculturali, oltre alla conoscenza degli strumenti di promozione culturale. Anche in questo caso il punteggio massimo è di 20 punti.
La Commissione renderà pubblici i criteri di valutazione prima dell’avvio dei colloqui.
La valutazione dei titoli vale 40 punti
I candidati che superano il colloquio accedono alla valutazione dei titoli.
Il punteggio dei titoli culturali, professionali e di servizio viene attribuito secondo quanto previsto dall’allegato n. 2 del bando, per un massimo di 40 punti.
Il punteggio complessivo della selezione viene quindi espresso in centesimi e deriva dalla somma dei punti ottenuti al colloquio e di quelli riconosciuti per i titoli.
Graduatorie valide nove anni scolastici
Al termine delle procedure di valutazione vengono predisposte le graduatorie provvisorie di merito.
Eventuali reclami possono essere presentati entro cinque giorni dalla pubblicazione delle graduatorie, secondo le modalità indicate nel bando.
Successivamente vengono approvate le graduatorie definitive, che hanno una validità di nove anni scolastici.
Il MAECI precisa tuttavia che le nuove graduatorie saranno utilizzate solo dopo l’esaurimento delle graduatorie precedenti, comprese quelle in via di esaurimento, che mantengono la precedenza nell’individuazione dei potenziali destinatari.
Come avviene la destinazione all’estero
Una volta effettuati i controlli sulle posizioni dei candidati e previo collocamento fuori ruolo, il MAECI procede alla destinazione sulla base delle graduatorie e dei posti disponibili.
L’assegnazione riguarda le aree linguistiche e le tipologie di istituzioni previste dal bando.
La rinuncia all’assegnazione, la mancata risposta nei tempi stabiliti o la mancata presa di servizio possono comportare il depennamento dalla graduatoria.
In caso di rinuncia o decadenza di un candidato assegnatario, l’Amministrazione può procedere allo scorrimento della graduatoria.
Attenzione alla documentazione e alle autocertificazioni
Il bando attribuisce particolare rilievo alla correttezza delle informazioni inserite nella domanda.
I requisiti vengono dichiarati dal candidato attraverso le modalità previste dal decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, ma il MAECI può effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicità della documentazione e delle dichiarazioni.
In caso di dichiarazioni non veritiere, il candidato può decadere dai benefici eventualmente ottenuti e andare incontro alle conseguenze previste dalla legge.
Il punto chiave per chi vuole candidarsi
Il concorso docenti all’estero 2026 rappresenta una procedura destinata esclusivamente a personale docente già di ruolo e con un’esperienza professionale minima di tre anni dopo la formazione iniziale e il superamento dell’anno di prova.
Prima di presentare la domanda è quindi fondamentale verificare tutti i requisiti: servizio maturato, eventuali precedenti periodi all’estero, certificazione linguistica, formazione di almeno 25 ore su intercultura o internazionalizzazione e documentazione da allegare.
La procedura prevede inoltre una selezione particolarmente rilevante sul piano linguistico e interculturale: il colloquio vale infatti fino a 60 punti, mentre la valutazione dei titoli può attribuire ulteriori 40 punti.
Per i candidati interessati, il termine indicato dal bando per la presentazione della domanda è il 31 agosto 2026 alle ore 23.59, in applicazione della proroga prevista quando il trentesimo giorno cade in un giorno festivo.
In sintesi
Concorso: selezione personale docente da destinare all’estero
Amministrazione: MAECI
Anno scolastico: 2026/2027
Contratto richiesto: tempo indeterminato
Servizio minimo: 3 anni effettivi dopo ruolo e anno di formazione e prova
Lingue: francese, inglese, spagnolo, tedesco
Certificazione linguistica: almeno B2 QCER
Formazione richiesta: almeno 25 ore su intercultura o internazionalizzazione
Colloquio: in presenza a Roma
Punteggio colloquio: massimo 60 punti
Soglia di superamento: 36/60
Titoli: massimo 40 punti
Punteggio complessivo: massimo 100 punti
Validità graduatorie: 9 anni scolastici
Domanda: esclusivamente online tramite portale SPSE
Scadenza: 31 agosto 2026, ore 23.59, secondo il computo previsto dal bando
Fonte: bando del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 31 luglio 2026.
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