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“Urla e pianti durante la Dad, non ce la faccio più”, lo sfogo di una ex insegnante

"Sono disperata. Ogni giorno sento le urla esasperate delle mamme".

Riceviamo e proponiamo la lettera della signora Anna Maria, ex insegnante in pensione che ha voluto commentare il “problema” della Didattica a distanza, visto da un’altra angolazione. “Gentilissima redazione di Oggi Scuola, sono una ex insegnante delle elementari in pensione. Vi scrivo per dire la mia su tutta questa situazione scolastica che sta attanagliando il mondo intero e per dare, se mi permettete, un modesto consiglio a tutte le mamme che hanno i figli in DaD.

Abito in un condominio di Napoli e per ovvie ragioni non specifico dove. Sono disperata, non ce la faccio più, pur non avendo più figli piccoli. Ogni giorno sento le urla esasperate delle mamme che non ce la fanno più.

I loro figli non vogliono studiare in Dad e ovviamente si inizia quotidianamente la ‘tarantella’, pianti, capricci, urla: “se non studi, domani ti faccio fare una brutta figura davanti ai tuoi compagni e alla maestra”.

Io capisco la gravità che stiamo attraversando, capisco che, forse, è una mamma che lavora da casa, non ho molta confidenza con i condomini, sono una persona che se ne sta tranquilla nella propria dimora, ma ai miei tempi, quando insegnavo, i bambini avevano una sola insegnante in classe.

E non erano in pochi, bisognava gestirli tutti quanti per molte ore, eppure siamo state, uso il plurale perché penso che come me anche altre della mia età hanno fatto la mia stessa esperienza, pazienti, perché è questo che ci vuole con i bambini, molta pazienza. Trovare un modo per attirare l’attenzione, le urla non servono a molto.

Capisco anche che i bambini che frequentavano la mia scuola non sono quelli di oggi, più tranquilli, c’era una sorta di timore verso l’insegnante, cosa che oggi non c’è più. Sarà questa evoluzione, che io però, chiamo involuzione.

Non si può lasciare il proprio figlio ‘piccolo’ con un cellulare tra le mani o tutti questi video giochi che annientano la creatività naturale dell’essere. I bambini non sognano più purtroppo, sono esauriti ancor prima di nascere e queste mamme, che non incolpo, sono in balia delle onde, tra il lavoro d’ufficio, la casa, la tv che martella con le notizie sul Covid, generando la paura, la famiglia e ora anche la Dad.

Vorrei solo dire a queste donne di non dimenticare mai di quando sono state anche loro bambine a scuola e di comprendere di più i loro figli che sono stati privati della società, della complicità, dei sentimenti scaturiti da un ambiente che dovrebbe essere per loro il luogo della scoperta, della crescita. Siate più pazienti, altrimenti andiamo tutti al manicomio. Grazie per la vostra attenzione”.

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