L’Oms: sempre più giovani si ammalano e muoiono. L’esperto: un dato prevedibile, restano pochi

L’Oms: sempre più giovani si ammalano e muoiono. L’esperto: un dato prevedibile, restano pochi
L’allarme dell’Oms è di quelli che non si possono sottovalutare. Sempre più giovani si ammalano o muoiono di Covid-19. Finora, le categorie più a rischio sono sempre state considerate le classi di età over sessanta. Soprattutto se con patologie pregresse, in particolare una malattia cardiovascolare. “Siamo vedendo un numero sempre maggiore di giovani in terapia intensiva e purtroppo anche di decessi. Nel complesso la maggior parte di chi sviluppa la malattia in forma grave è in età avanzata. Ma man mano che la pandemia si diffonde in tutto il mondo stiamo assistendo a una variazione dei trend epidemiologici”, ha spiegato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’unità malattie emergenti dell’Oms. “Il problema riguarda alcuni Paesi dove stiamo vedendo individui sulla trentina, la quarantina e la cinquantina che vengono ricoverati in terapia intensiva e muoiono”.
Al momento in Italia i casi di infezione e in qualche caso di morte nella fascia d’età dei giovani e dei giovanissimi che si vanno registrando nel nostro Paese sono pochi. “Una minoranza, un dato statisticamente prevedibile e atteso, dal momento che la platea dei contagiati si sta ampliando di giorno in giorno”, sottolinea il virologo e ricercatore dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco.
Quanto alle classi mediane dei trenta-quarantenni citati dall’Oms, devono essere naturalmente considerati “proporzionalmente” e “prevedibilmente” più a rischio di morte da coronavirus, per come lo conosciamo fin qui. Mano a mano che l’età cresce, infatti, “il rischio si innalza, ma con una progressività verificabile che non deve stupire, legata proprio al crescere della risposta immunitaria degli adulti in parallelo all’invecchiamento”. Un trend epidemiologico nella norma, in altre parole, che non preoccupa eccessivamente a fronte di una epidemia che falcidia soprattutto gli anziani.
Altre conferme arrivano dal Bollettino statistico sul coronavirus diffuso dall’Istituto superiore di Sanità. Al 2 aprile, i contagiati sotto i vent’anni d’età risultano in tutto 1.624 (693 tra 0-9 anni, lo 0,7% del totale; 931 tra 10-19 anni, 0,9%). La situazione cambia se si guarda agli over 20: 4.530 contagiati (4,3% del totale) tra i 20 e i 29 anni, e 6 deceduti. Salendo d’età l’incidenza dei contagiati e dei morti cresce gradualmente ma senza strappi: 30-39 anni 7.466 positivi (7%) e 29 vittime; 13.701 positivi tra i 40 e i 49 anni (12,9%, 110 morti); 20.975 contagiati (17%) nella fascia 50-59 anni, con 479 vittime. In termini di morti da coronavirus la fascia d’età più colpita, nell’insieme della popolazione, è sempre quella 80-89 anni, con 5.029 vittime.
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