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L’influenza ‘spagnola’ del 1918: 600mila morti in Italia. I sintomi e il “telegramma”

In Italia vi furono tre ondate, tra marzo e luglio ci fu la prima, molto contagiosa.

L’influenza ‘spagnola’ del 1918 si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Fu causata dal virus RNA H1N1.

In Italia vi furono tre ondate, tra marzo e luglio ci fu la prima fase definita non preoccupante, ma particolarmente contagiosa.

La seconda più violenta si diffuse ad agosto. La terza invece arrivò a contagiare quasi tutti i paesi dal febbraio in poi del 1919.

I sintomi erano: febbre, mal di testa, ma le conseguenze erano quelle polmonari che colpivano particolarmente persone tra i 15 e i 45 anni.

In Italia la pandemia causò 600.000 morti su quattro milioni e mezzo di contagi e su una popolazione di 36 milioni di abitanti. Economia colpita e tensioni sociali dopo la Grande Guerra e prima del fascismo. Eppure ne abbiamo pochissima memoria.

Si ritiene che le morti siano oltre 10 milioni in tutto il mondo.

Di seguito la testimonianza pubblicata dall’Archivio di Stato di Padova, di una disposizione ministeriale inviata tramite telegramma alle Prefetture del Regno

“15 ottobre 1918 Telegramma”

Con la circolare 22 agosto ultimo scorso n°… il ministero ha richiamato l’attenzione delle SS.LL. sulla pandemia influenzale, che aveva invaso i vari paesi di Europa, non risparmiando l’Italia.

Accentuatosi ed estesosi il fenomeno nel settembre, specialmente nella terza decade di detto mese, le SS.LL. furono sollecitate a provvedere sulla guida delle condizioni e delle esigenze locali stop

Dai provvedimenti presi e che si vanno tuttora adottando,

il ministero rileva il fervore dell’opera e se ne compiace, ma a dare ogni maggiore impulso alla profilassi e ad assicurare entro certi limiti la maggiore uniformità di criteri nel campo esecutivo, richiama l’attenzione delle SS.LL. sui seguenti punti essenziali stop

Primo, sorgente d’infezione è l’uomo infermo, ma per esso non sono applicabili, per il fatto del predominare i casi lievi e lievissimi nella rapidissima diffusione, così la denuncia singola dei casi come l’isolamento classico dei malati in uso per le altre infezioni,

ma deve ciò nonostante essere scopo precipuo della difesa igienica il procurare di avvicinarsi, per quanto è possibile, alla adozione di tali mezzi,

sia colla vigilanza sanitaria assidua nei singoli comuni per accertare, se non i casi, quanto meno e rapidamente i focolai, e per procurare che la profilassi collettiva ed individuale siano sempre rivolte a diminuire e ridurre al minimo possibile i contatti, sorgenti di infezioni,

e così nella collettività sia assicurato il mezzo ad appartare in qualunque momento i colpiti, e nel governo degli ospedali si eviti la disseminazione dei malati nelle corsie, ma si raccolgano a seconda delle disponibilità in appositi locali, o in sezioni, reparti o sale separate,

e sia ovunque tolto nel maggior grado possibile il contatto della popolazione, evitando le visite del pubblico, in modo rigoroso stop

Nell’ambiente domestico, ove sono malati e dove non può parlarsi di creare ambienti appartati, si sostituisca al precetto dell’isolamento del malato, che è praticamente inattuabile, quello dell’isolamento dei suoi prodotti patologici infettanti, il che rappresenta la forma più razionale ed evoluta del buon governo igienico dei malati nell’ambito familiare stop

Secondo il concetto di tendere i contatti coi malati o con persone in grado di contagiare debbono le autorità porgere efficace riunioni, specie in ambienti chiusi, e sopprimendo quelle che avvenissero in locali igienicamente inidonei. Sovratutto teatri e cinematografi od ambienti nei quali, per quanto idonei, non si praticassero frequenti sistematiche pulizie e disinfezioni fatte sotto buona guida tecnica stop

Terzo, all’esecuzione del tracciato piano profilattico devono colle autorità concorrere sovratutto i medici coll’opera e coll’opportuno consiglio. Così negli ospedali, così negli istituti collettivi ad essi affidati per l’assistenza, così nelle case private stop

E siccome uno dei mezzi per isolarsi dai prodotti patologici ed infettanti dei malati, base nella profilassi, consiste nel proteggersi colle sistematiche disinfezioni, con la più scrupolosa igiene personale, con la protezione delle vie respiratorie mediante opportuni sistemi, così i medici, apostoli ed ascoltati consiglieri, col prescrivere e vigilare le norme igieniche da parte dei propri clienti e sovratutto col dare in questa contingenza l’esempio dell’adozione, convinta di queste difese, contribuiranno in larga misura a diminuire la propalazione del male e ne affretteranno la fine riconducendo la tranquillità alle popolazioni colpite stop

Prego assicurare per espresso. Pel Ministro BONICELLI”

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