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Coronavirus, i timori dei Ds: le aule non riapriranno, anno scolastico compromesso

Coronavirus, i timori dei Ds: le aule non riapriranno, anno scolastico finirà a distanza

In attesa del Dpcm che dovrebbe regolare i futuri scenari gli operatori sul campo si interrogano. La sensazione di docenti, dirigenti scolastici e Ata si va, giorno dopo giorno, delineando con nettezza. L’anno scolastico 2019-2020 è compromesso, non  si tornerà in aula. La cosa migliore sarebbe a questo punto cominciare a programmare l’inizio del prossimo, soprattutto sotto il profilo logistico.

Partiamo dai dati: immaginare una fine della fase acuta dell’emergenza prima dell’inizio di maggio è impossibile. La frase del commissario Borrelli su una graduale apertura a partire da metà maggio non è un refuso. Gli scienziati sono concordi che la ripartenza graduale avverrà solo con gli indici di contagiosità prossimi allo zero. Un fattore ancora lontano allo stato dei fatti.

E il rientro a scuola, per fine maggio, sembra oggi decisamente difficile da realizzare: si tratterebbe di mettere in moto quasi 8 milioni di studenti, 800mila docenti e circa 200mila ata, vale a dire ausiliari, tecnici e amministrativi. Nove milioni di persone che, tra poco più di un mese, andrebbero a riempire bus, metro e, appunto, le aule scolastiche.

I timori dei Ds

Spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio: “La scuola è composta da classi formate da 25 alunni di media. Nella maggior parte dei casi seduti su banchi da due. Anche nel caso in cui ci fossero aule libere negli edifici scolastici, non potremmo certo dividere le classi. Avremmo bisogno di un maggior numero di docenti. Anche per la maturità andrebbe rivista l’organizzazione, partendo proprio dal problema degli spazi”.

Per non parlare dei problemi legati alle mascherine, alla sanificazione dei bagni e delle aule, alle distanze nelle fasi calde delle uscite e delle entrate nei plessi scolastici. Insomma, o l’epidemia si arresta nei prossimi quindici giorni o l’anno finirà con la didattica a distanza. In entrambi i casi sarebbe importante lavorare a come dovranno essere le aule nell’immediato futuro. Posto che gli scienziati avvertono che l’epidemia potrebbe riproporsi il prossimo anno. Forse è il caso di non farsi trovare impreparati.

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