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Calano i contagi, ma Lopalco è cauto: ” Prima di maggio la quarantena non finirà”

Calano i contagi, ma Lopalco è cauto: ” Prima di maggio la quarantena non finirà”

Quanto durerà questa quarantena forzata degli italiani? In molti, tantissimi, sperano di finirla per Pasqua, qualcuno arriva a pensare già alle vacanze estive. Forse dovremo ragionare in termini diversi. Almeno a sentire gli esperti. Soprattutto quelli meno ottimisti, che in questi giorni, purtroppo, sono stati più vicini alla realtà. Allora poche previsioni, se non  quelle dettate dalla speranza. Ma anche queste spostano il calendario più in là. Abbastanza più in là.

“È difficile dire quanto potrà durare l’epidemia – spiega il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Siena – perché il virus è davvero imprevedibile. Quello che si sta facendo ora in Italia, con le chiusure e i divieti, mi pare un buon compromesso. E forse potremo avere dei buoni risultati intorno ad aprile-maggio, mantenendo un livello di chiusura ancora piuttosto alto”.

Fine aprile-inizi di maggio. Vuole dire almeno altre cinque-sei settimane di isolamento forzato. Vuol dire tante cose. Anno scolastico finito a febbraio, campionato di calcio anche. Per non  parlare di ripresa economica incertissima. Ma la situazione è questa.

Eppure i dati parlano di una leggerissima flessione nei contagi, anche se i decessi restano elevati. “Il buon segno è che non ci sia una crescita della diffusione – sottolinea ancora Lopalco – I morti continueranno a esserci, perché sono quelli che si sono contagiati otto giorni fa. L’epidemia italiana è la sommatoria di tante epidemie, il grosso viene dalla Lombardia. E per essere certi che la situazione stia migliorando, non è tanto lí che bisogna guardare, quanto al trend delle altre regioni. Io spero proprio che non si debba arrivare al 31 luglio con le chiusure attualmente in vigore – considera – E sono quasi certo che, presto o tardi, l’epidemia lombarda scenderà. Gli sforzi devono essere concentrati affinché non si crei un’altra Lombardia. Se parte un altro focolaio cambierà lo scenario. Altrimenti ci sarà la ripresa di alcune attività intorno all’estate. Il nodo cruciale adesso è capire che dobbiamo tenere duro almeno fino alla fine di maggio».

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