“Mi mancano i nonni”. La quarantena nei disegni dei bimbi
“Mi mancano i nonni”, “Papà è nervoso”, “”Mi sento triste”. I disegni dei bimbi napoletani raccontano le emozioni che vivono i più piccoli ai tempi del Coronavirus.
Lo sfogo
“Mi sento triste a stare a casa. Alla fine non è bello come pensavo – scrive Eleonora Sacco, 10 anni – quando poi vado a letto spesso non riesco a dormire perché mi sento in ansia per le cose che sento e triste di non poter vedere nessuno… da casa a volte sento una macchina che ci dice di stare tutti a casa e uscire solo per emergenza… a volte vedo la polizia che ferma le macchine anche se ormai non passa quasi più nessuno… spero che finisca tutto presto”. Sono solo alcune delle emozioni raccontate attraverso i disegni dei bimbi.
Edo e Benedetta
“A me piace stare a casa, ma non mi piace affatto stare rinchiuso” scrive Edo, 10 anni. E Valeria, 8 anni, la butta in rima: “La primavera è arrivata, la malattia del coronavirus non l’abbiamo ancora superata”. In rima anche Remo: “Quando il Covid sparisce il mio cuore gioisce”. E Lorenzo confessa: “Sono molto felice che la scuola non riaprirà, ho solo paura di non poter andare al mare”. Benedetta sogna la “pozione magica”. “Fino a oggi non capivo fino in fondo a cosa servivano i vaccini, anzi, facevo solo capricci giorni prima e giorni dopo. Oggi vorrei essere un medico e trovare la pozione magica”. Il coronavirus con gli occhi dei bambini può diventare un pallone da calciare via, lontano. Nei disegni dei bimbi compare spesso il pallone. Un pallone che diventa il virus come quello colorato di un bambino di Scampia. Così lo immagina anche Francesco, 8 anni, dei Quartieri spagnoli: “Il virus sta rimbalzando come un pallone Super Santos per le strade della città. Tutti ci chiudiamo dentro per non farci toccare, ma io prima o poi lo prendo a calci e lo spedisco in mezzo al mare, lontano da tutti”.
La morte
I morti sono ricorrenti nei sogni e nei disegni dei bimbi. Daniele De Marco non riesce a distogliere il pensiero dalla morte. “Spero che questo momento così brutto finisca presto, lo sogno tutte le notti… mi dispiace molto per chi è morto, non faccio altro che pensarlo”. I pensieri dei bambini sono tormentati, e spaventati, quanto quelli degli adulti. Lo dice bene Daria, 9 anni: “Questo coronavirus ha cambiato tante cose, da una parte sono contenta di stare a casa con tutta la mia famiglia, me la sto godendo come non mai. Però ho paura per i nonni che non vedo più… vabbè in videochiamata sì, li vedo, ma poi nonna Tina a fine chiamata piange sempre!”.
Il pianto
Lo dice bene anche Alessandro Sacco: “Quando a volte piango non è per fare i capricci, ma perché mi mancano i nonni e penso alle cose che facevamo assieme”. Il coronavirus ha fatto tabula rasa delle piccole gioie infantili: “Sono triste perché non posso stare con i miei cuginetti e perché non posso vedere i nonni. Sono triste perché mi mancano tanto i miei compagni e non è bello studiare tutto il giorno da soli. Però spesso mamma e papà rimangono a casa e stiamo tutti e quattro insieme” ha scritto Chiara Cosenza, mentre Aurora: “Spesso mi annoio da sola a casa e vorrei andare a trovare i miei nonni che vedo solo nelle videochiamate… spero di poter andare a scuola almeno qualche ultimo giorno per dimenticare questo brutto periodo e tornare alla mia vita normale”.
Papà
“Papà dice che chiuso in casa si sente di impazzire. Io ho paura che se impazzisce esce e porta il virus a tutti quanti quando torna a casa” è l’incubo di Giogiò Leva, 8 anni. E nei disegni dei bimbi come Maria Vittoria affiora il giorno di riposo. “Mi sembra di vivere un’eterna domenica a casa e anche se sto bene aspetto impaziente e speranzosa che arrivi il lunedì!”. Le emozioni raccolte in tanti piccoli disegni dei bimbi napoletani raccontati oggi su Repubblica.
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