Quarantena, il governo prepara un prolungamento di 15 giorni. Gli esperti: Non basterà

Quarantena, il governo prepara un prolungamento di 14 giorni. Gli esperti: Non basterà.
Il prossimo 3 aprile scadrà la quarantena. Inimmaginabile che finisca, si tratta solo di capire quanto sarà lungo il prolungamento. Il governo sta studiando un progetto di chiusure in deroga che proceda a step. Ognuno dei quali lungo due settimane. Questo perché, secondo i tecnici, si comincia a intravedere il picco dei contagi, ma non è possibile valutare quanto durerà la discesa.
A cosa, quindi sta lavorando Conte e la sua squadra? A una conferma della la chiusura totale e i divieti di spostamento per altre due settimane. Valutando però la possibilità di concedere alcune deroghe, seppur minime, per le aziende. Per gli scienziati, però, si dovrà attendere il mese di maggio per avere un quadro definitivo sullo stato dell’emergenza. In poche parole se e quando dichiararla terminata. Questa è la linea condivisa di Silvio Brusaferro e Franco Locatelli presidenti rispettivamente di Istituto superiore di sanità e del Consiglio superiore di sanità. Sono loro i vertici delle istituzioni sanitarie che proprio venerdì hanno parlato in maniera esplicita: «L’epidemia ha rallentato il suo cammino, ma non è opportuno interrompere le misure di contenimento».
I tecnici hanno, inoltre, spiegato che sarà possibile ritenere di averla avuta vinta contro il coronavirus soltanto quando il valore dell’R0 (l’erre-zero, l’indice di contagiosità)sarà inferiore a 1. Vuol dire che bisognerà arrivare al momento in cui per ogni individuo infetto ci sarà meno di un nuovo contagiato. E già questo basta a comprendere quanto la strada possa essere ancora lunga.
Ecco perché è necessario continuare a rispettare le regole e perché è fondamentale mantenere la distanza di almeno un metro quando si esce per andare al lavoro, a fare la spesa, o comunque quando si entra in contatto con le altre persone. “Ad oggi il prolungamento delle misure di distanziamento sociale è inevitabile. Non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase, sia pur incoraggiante di contenimento» sottolinea Brusaferro, lasciando intendere il possibile percorso che si intende seguire. E per renderlo ancora più chiaro usa una metafora eloquente: «Non abbiamo ancora scollinato, ci stiamo però avvicinando alla cima”.
La prima tappa sarà dunque il 3 aprile quando sarà firmato un nuovo Dpcm che — a meno di un andamento dei contagi ulteriormente negativo — confermerà le misure attualmente in vigore fino al 18 aprile. Le difficoltà economiche in cui versano le aziende, anche quelle medio-piccole, convincono palazzo Chigi sulla necessità di effettuare un monitoraggio costante che possa portare a una valutazione rispetto ad alcune deroghe.
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