Didattica a distanza, 9 studenti su 10 la seguono. Ma alle medie 1 su 5 non ha ripreso le lezioni

Didattica a distanza, 9 studenti su 10 la seguono. Ma alle medie 1 su 5 non ha ripreso le lezioni
Didattica a distanza, nove ragazzi su dieci stanno seguendo le lezioni da casa. Un dato molto positivo che emerge dal report effettuato dall’Osservatorio “Scuola a distanza” di Skuola.net – elaborato intervistando oltre 26mila alunni di medie e superiori. Un numero molto elevato di interviste che fotografa, quindi, attentamente cosa sta accadendo. Per gli intervistati il 44% le lezioni seguono l’orario adottato in classe e per un altro 30% si svolgono in ordine sparso, ma di mattina.
Sempre secondo il report, c’è stata un’accelerazione anche sugli strumenti utilizzati dai docenti. Si va sempre più diffondendo l’uso di piattaforme per fare lezione in video-conferenza (come, ad esempio, G Suite e Microsoft Teams). Di conseguenza retrocedono le classi virtuali create con il registro elettronico. Sono ormai quasi residuali gli studenti che hanno con il docente un rapporto tramite mail, chat e social network.
Ecco cosa riporta Skuola.net
“Stessa cosa per i contenuti della didattica online: la maggioranza degli studenti (56%) ha dei professori che tengono delle lezioni in diretta video. Qui la crescita è notevole, visto che sette giorni fa era solo il 38% ad assistere alle spiegazioni come se fosse in classe. Calano di netto, dunque, gli alunni a cui vengono solamente assegnati compiti da svolgere a distanza e da correggere assieme ai compagni: erano il 44%, oggi sono solamente il 30%. Appena il 14% non può interagire con i docenti ma riceve solo materiali di approfondimento o spiegazioni ‘registrate’ (anche qui, però, assistiamo a un miglioramento: -4% in una settimana). Insomma l’auspicio del ministero dell’Istruzione, espresso in una dibattuta circolare di qualche giorno fa, in realtà sta prendendo corpo nella prassi: favorire attività di vera didattica evitando la mera assegnazione di approfondimenti o compiti da svolgere in autonomia a distanza.
Va però detto che stiamo parlando di dati medi. Perché c’è un settore che ancora fa fatica a decollare. Sono le scuole medie, dove la didattica a distanza sta procedendo più a rilento. Mentre alle superiori ci si avvicina a una copertura del 100%, tra gli studenti più piccoli la diffusione dello ‘smart learning’ si ferma all′82%. Tradotto: per circa 1 ragazzo su 5 la scuola, dopo lo stop alla didattica frontale, non è ripartita.
Scuole medie in sofferenza anche per quel che riguarda i programmi. Le video-lezioni raggiungono il 43% degli alunni (alle superiori ci si aggira sempre attorno al 60%). Gli altri si devono accontentare di compiti ed esercizi assegnati a distanza (38%) o di lezioni improvvisate dai singoli insegnanti (19%), comunque senza poterli vedere in video. Su un unico aspetto l’intero sistema viaggia compatto: le valutazioni. Continuano ad aumentare interrogazioni e verifiche: le ha già sostenute il 39% degli studenti intervistati, alle medie come alle superiori (in base al report precedente erano appena il 25%). La valutazione degli studenti a distanza si conferma quindi uno degli aspetti più ostici da tradurre in codici, prassi e consuetudini. Ma con la riapertura delle scuole che sembra allontanarsi e un quadrimestre che era iniziato da poche settimane, prima o poi tutti gli studenti dovranno essere valutati”.
ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA
Azzolina: “Task force per la didattica a distanza”
Prof non si arrende al coronavirus: convoca gli alunni su Facebook e tiene la lezione di matematica
Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva
Piero Angela: “Perché bisogna evitare la psicosi collettiva”
Coronavirus. Rischio per la didattica e per i concorsi: cosa succede ora
Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020
Scuola. Se l’alunno si fa male nell’istituto, l’insegnante è obbligato ad accompagnarlo in ambulanza
Leggi qui altre notizie su OggiScuola
Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook



