Cronaca

Cautela con bimbi e adolescenti: “Sono asintomatici ma contagiosi”

Scuole chiuse, bimbi e adolescenti in casa a contatto con mamme, papà e – peggio – con nonne e nonni. La famiglia ai tempi del coronavirus per alcune settimane non può essere quella solita. Il perché lo spiegano virologi e scienziati. Se il Covid-19 colpisce gravemente i pazienti più in là con l’età, bimbi e adolescenti possono nella maggior parte dei casi contrarre il virus senza manifestarlo. Ecco perché nelle prossime settimane è consigliabile avere cautela nei loro confronti: dovremo rinunciare a baci e abbracci anche con i nostri più stretti familiari. Un modo per responsabilizzare anche i più piccoli che devono essere consapevoli del fatto che ciò che per loro il virus può manifestarsi o non manifestarsi come forma di malattia, ma che può essere letale per i propri genitori e nonni.

COSA FARE

Stavolta la tecnologia può tornare in soccorso. Se molte scuole hanno già predisposto lezioni online per portare avanti i programmi scolastici, sarà ancora il mondo digitale che potrà farci superare questo difficile momento. Meglio se i più giovani restino in casa, come gli adulti del resto. Il mondo alla rovescia: se fino a poche settimane fa i genitori dovevano combattere vere e proprie guerre per tenere i figli lontani dai videogame o dagli smartphone, oggi gli ausili dei dispositivi tecnologici possono tornare utilissimi per superare la noia delle quarantene in casa. Certo, ci sono i libri e i giochi da tavolo, ma possono essere utili anche le piattaforme on demand come Netflix, Amazon Prime e Sky. E poi ci sono le sempiterne PlayStation e XBox per intrattenere bimbi e adolescenti in casa. Per un paio di settimane possono essere ausili importanti per convincere i più giovani a non uscire.

GLI ASINTOMATICI

È l’unico modo per arginare il contagio dal coronavirus su larga scala, un contagio che metterebbe in ginocchio l’intero sistema sanitario nazionale e, di conseguenza, l’intera economia italiana. I ragazzi, anche se almeno fino al 3 aprile non dovranno rientrare a scuola, è sconsigliabile che approfittino di queste vacanze anticipate per andare in strada, magari girando per pub e bar. Nel week-end appena trascorso le zone della movida dei grandi centri urbani sono stati letteralmente presi d’assalto. Il problema è che se un malato con sintomi è facilmente riconoscibile, molti dei bimbi e adolescenti non presentano sintomi. È per questo che anche i parenti dei più giovani devono astenersi per qualche settimana dai contatti con figli e nipoti. È triste non poter dimostrarsi affetto fisicamente: ma ai tempi del coronavirus il più grande gesto d’amore che si può fare è evitare contatti. E questo devono comprenderlo anche bimbi e adolescenti. Va solo spiegato bene.

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