Inchiesta di Report svela il caos sostegno. Fioramonti ammette: siamo in crisi

Report affonda il coltello. Il sostegno in Italia sopravvive grazie alla volontà del corpo docente. Un’inchiesta del programma Rai scoperchia le inefficienze ministeriali. I numeri emersi sono impietosi: 270mila studenti con disabilità che frequentano le scuole pubbliche. A seguirli 100mila insegnanti di sostegno. Per far fronte al buco si opera con la nomina altri 75mila supplenti. E il ministro Fioramonti alle telecamere di report ammette: migliaia di alunni ricevono un sostegno inadeguato per mere ragioni di bilancio.
Fioramonti a Report: 40.000 assunzioni
“Un insegnante in deroga allo Stato costa di meno di uno di ruolo. È un servizio di qualità non sempre all’altezza. Nell’arco dei prossimi tre anni 40.000 nuovi docenti si specializzeranno, 14.000 di questi entreranno in servizio già a maggio prossimo”.
Numeri che ovviamente non risolverebbero il problema, né nell’immediato, né nel lungo periodo.
“A finanziamenti fermi – aggiunge il ministro dell’Istruzione – anche le università hanno difficoltà a fornire i corsi di formazione per gli insegnanti di sostegno. Alla fine dell’anno tra posti in deroga, supplenze, che alla fine dobbiamo pagare, siamo costantemente in deficit. Ci conviene sicuramente stabilizzare i precari, che questo convinca necessariamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze è più difficile…”
Le telecamere di Report hanno poi spostato l’attenzione su quanto avviene nelle aule di tribunale.
Walter Miceli, legale del sindacato Anief, ha svelato agli italiani una realtà molto diffusa negli istituti scolastici italiani: “I genitori portano i propri figli disabili a scuola e non trovano l’insegnante di sostegno, a questo punto si rivolgono al Tar o al giudice ordinario, spesso addirittura invitati dallo stesso dirigente scolastico che dice loro, per avere l’insegnante di sostegno devi fare ricorso”. Le famiglie che si rivolgono alla magistratura vincono nel cento per cento dei casi e il Miur è costretto a nominare i precari.
“Anief – garantisce Marcello Pacifico, leader del sindacato – non intende abbassare la guardia in quella che è prima di tutto una battaglia di civiltà. La mancata copertura delle cattedre di sostegno ha radici profonde e nasce dalle scelte sbagliate del legislatore, a cominciare dall’approvazione nel 2013 della Legge n. 128, che cristallizza gli organici ai numeri del 2006, senza tener conto del crescente numero delle iscrizioni. Bisogna voltare pagina e dare risposte alle famiglie, che si aspettano un intervento urgente. Non ci rassegniamo a una scuola che non tiene in considerazione le necessità di tutti i suoi alunni. Bisogna garantire docenti specializzati e di ruolo ai nostri studenti. Bisogna assolutamente rispettare le esigenze certificate dal Pei, assegnando posti in deroga ogni volta che la scuola lo richieda senza ricorrere ai tribunali. Negli anni, rimanendo al fianco di famiglie e docenti che si sono rivolti a noi, il nostro sindacato ha maturato competenza ed esperienza sull’argomento. Siamo, pertanto, sempre disponibili a incontrare il ministro Fioramonti per confrontarci e trovare soluzioni”.




