Studente morto a scuola, l’esperto: “Più consapevolezza sull’epilessia”

Serve “maggiore consapevolezza sull’epilessia nella scuola e una corretta informazione. E’ necessario che si conosca questa patologia e si sappia cosa fare in caso di urgenze, di crisi in atto”. A evidenziarlo e’ il professor Oriano Mecarelli, presidente della Lice, Lega italiana contro l’epilessia, in seguito al decesso di un ragazzo di 14 anni nel trevigiano a scuola mentre faceva ginnastica. Il ragazzino, di famiglia straniera, colto dal malore mentre stava facendo attivita’ di riscaldamento, era gia’ stato assistito dalle strutture sanitarie locali, per patologie collegate ad una forma di epilessia.
MECARELLI: CAMPAGNA EDUCATIVA A SCUOLA
“Stiamo facendo una campagna educativa nella scuola- spiega Mecarelli – in tutta Italia attraverso una piattaforma digitale che raggiunge un notevolissimo numero di insegnanti. E’ partita da poco, dall’inizio dell’anno scolastico. La campagna e’ dedicata proprio a una fascia quasi adolescenziale, tra gli 8 e i 12 anni, piu’ precisamente alle insegnanti di ragazzi di quella eta’. Questo perche’ se e’ vero che l’educazione inizia da piccoli, non e’ possibile farla da soli. Bisogna formare le insegnanti in modo che piu’ sappiano spiegare il problema ai bambini e loro sappiano cosa fare”.
COSA EVITARE
“Se c’e’ una crisi in cui la persona cade a terra – evidenzia ancora il presidente della Lice – bisogna evitare che si faccia male cadendo, se ci si riesce. Una volta che la crisi e’ iniziata bisogna in realta’ non fare nulla, non inserire nulla in bocca, non bloccare le scosse se in quel momento la persona e’ presa da movimenti incontrollati, non bloccarlo. Appena la crisi finisce girarla sul fianco e permettere che le secrezioni che si sono formate in bocca possano uscire. Infine, evitare capannelli attorno perche’ non si spaventi appena si riprende. Se la persona si e’ fatta male, occorre chiamare l’ambulanza, ma se si conosce la situazione e la ripresa avviene nel giro di pochi minuti, se e’ un ragazzino occorre avvertire i genitori e decidere con loro cosa fare”.
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