
Per la prima puntata della rubrica “Le donne nella storia della Scuola”, ne ricordiamo due in particolare: Bettisia Gozzadini e Costanza Calenda.
La figura della donna, nel medioevo, veniva considerata come “essere inferiore all’uomo”.
San Tommaso riteneva che era “cosa necessaria all’uomo”, per la chiesa “la porta dell’inferno”. Per i padri la nascita delle figlie femmine era una vera “disgrazia”.
Poche, anzi pochissime, le donne istruite, ma per fortuna per quelle figlie di famiglie nobili e benestanti c’era uno spiraglio che permetteva loro di studiare in casa con docenti privati.
Bettisia Gozzadini (Bologna 1209)
La sua innata vocazione per lo studio la portò a laurearsi in giurisprudenza nel 1236 con il massimo dei voti. Umberto Eco, ne l’Enciclopedia delle Donne,
riportò che Bettisia fosse talmente bella che teneva le sue lezioni con il volto coperto da un velo e oltre a questo si presentava vestiva in abiti da uomo per non turbare i suoi studenti.

(nell’immagine Bettisia Gozzadini)
Cherubino Ghirardacci nella Historia di Bologna del frate e storico agostiniano invece è ritratta così: “non mai volle piegare l’animo suo di adoprar l’ago per cucire e infino all’anno duodecimo d’età, sempre andò vestita da maschio…
si addottorò con grandissimo fausto di tutta la città di Bologna; e due anni continui in casa sua lesse la Instituta a più di trenta Scholari, che l’ascoltarono”.
Morì sotto il crollo della casa dove abitava a causa dello straripamento del fiume, nel 1261. Quel tragico giorno furono sospese tutte le lezioni in città
Costanza Calenda (Napoli, data di nascita ignota)
Il padre era il fisico e chirurgo Salvatore Calenda nonché priore del Collegio Medico di Salerno.
Laureata in medicina nel 1422 all’Università di Napoli, acquistò fama per le sue conoscenze in medicina e filosofia nella Scuola Medica Salernitana,
che vantava e considerava la presenza delle donne in vari ruoli professionali.

(nell’immagine Costanza Calenda)
La figura femminile, in pieno Medioevo, veniva accettata solo nel ramo dell’ostetricia e puericultrice. Molte sono le donne di rilievo che ricorda la scuola salernitana dove si formò Costanza Calenda: la più famosa tra le “mulieres Salernitanae” è la nobildonna Trotula de Ruggiero, poi Abella di Castellomata, Mercuriade, Rebecca Guarna e Francesca Romana.



