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Concorso straordinario secondaria, il Cspi boccia la procedura: prova troppo difficile

Concorso straordinario secondaria, il Cspi boccia la procedura: prova troppo difficile

Il CSPI ha espresso il proprio parere sulla bozza di decreto per il concorso straordinario secondaria. Una procedura per esami finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune. Il consiglio superiore ha bocciato la bozza in più punti. A dire il vero la più importante insufficienza riguarda la procedura stessa. La critica nasce dalla constatazione che non si farà in tempo a concludere la procedura entro il 1° settembre.

Il CSPI auspica fortemente una riflessione da parte del Ministero in merito alla possibilità di assumere procedure concorsuali le più semplificate possibili, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti.

Nello specifico nella bozza di decreto il Cspi individua in particolare tre criticità.

  1.  l’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe, per cui si auspica una rilettura della legge
  2.  l’acquisizione di un punteggio minimo di sette decimi o equivalenti ai fini del superamento della prova scritta. Soglia che risulta particolarmente elevata considerato che la finalità di questa procedura straordinaria è quella di accertare un livello di preparazione idoneo, acquisito attraverso l’esperienza professionale maturata.
  3. la difficoltà oggettiva della prova concorsuale stante la vastità delle tematiche e dei contenuti proposti che non sembrano congruenti con una procedura straordinaria e soprattutto difficilmente valutabili con una prova computer based.

 

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