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Didattica a distanza anche il prossimo anno scolastico? La colpa è delle classi pollaio

Didattica a distanza anche il prossimo anno scolastico? La colpa è delle classi pollaio

L’ipotesi di una ripartenza con modalità a distanza prende corpo. La fonte è la più autorevole: la ministra. D’altronde gli scienziati vanno ripetendo che difficilmente il virus sarà completamente debellato con l’arrivo dell’estate. Probabilmente ci sarà una nuova ondata di contagi con il prossimo autunno. Per evitare una nuova diffusione del coronavirus occorrerà, allora, organizzare la nostra vita tenendo presente le misure precauzionali che ci si prospettano. una su tutte, il distanziamento sociale.

Così la ministra Lucia Azzolina, rispondendo ad una domanda di Fazio a “Che tempo che fa”, ha detto che, se si proponesse il problema del virus a settembre, la scuola riprenderebbe in modalità a distanza. Spiegando anche il motivo di una simile ipotesi.  “Penso al problema atavico alle classi pollaio in cui è difficile tenere il metro di distanza. Con lo staff del Ministero lavoreremo a tutti gli scenari”.

Classi pollaio che sicuramente non saranno cancellate nel giro di pochi mesi. Questo significherebbe che il prossimo anno scolastico potrebbe filare via in gran parte online? D’altronde questa soluzione non è priva di problematiche, come si può notare in questi giorni. Non basta rendere obbligatorio l’insegnamento a distanza per potervi ovviare. Nè i settanta milioni di euro stanziati per dare in comodato d’uso pc e tablet ai meno abbienti potranno risolvere il problema. La sensazione è che, in  un modo o nell’altro, anche il prossimo anno scolastico sia a rischio. Il tempo per cercare di porre rimedio e dare un’organizzazione didattica valida c’è. Basta evitare di disegnare scenari e procedere a risolvere problemi.

 

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