
Concorso Dsga, appello alla Azzolina: “A che punto siamo?”. Si teme stallo nelle procedure
Gentile On. Min. Dott.ssa Azzolina,
come probabilmente Le è noto, negli scorsi mesi, i partecipanti al concorso ordinario per 2004 Direttori SGA si sono costituiti in un Comitato spontaneo, denominato “Difendiamo il Concorso DSGA”, al fine di porre in essere azioni a tutela di taluni interessi legittimi inerenti all’anzidetta procedura selettiva.
Tra queste vi era, sicuramente, l’esigenza di dover reagire agli accordi sindacali che vedevano il Miur impegnarsi nei confronti della categoria degli assistenti amministrativi c.d. “facenti funzione” per l’inserimento nel decreto scuola, al tempo in fase di conversione, di un concorso riservato, aperto anche a quanti di costoro fossero privi del titolo necessario per l’accesso dall’esterno, previsto dalla legge e dai CCNL.
A seguito dell’iter di conversione, intervenute autorevoli censure su tale ipotesi, il concorso riservato è stato opportunamente espunto dal testo definitivo del decreto, restando unicamente prevista una procedura riservata ex art. 22, co. 15, D. Lgs. 75/2017, per i soli facenti funzione in possesso dei titoli per l’accesso dall’esterno.
Il ministro dimissionario che L’ha preceduta, tuttavia, ha ribadito l’impegno preso con tale categoria in un successivo accordo sindacale, promettendo di reinserire la possibilità del riservato, anche per i non titolati, col primo vettore normativo disponibile, presumibilmente riferendosi al decreto c.d. “milleproroghe”.
Il Comitato scrivente si augura che tale impegno non verrà da Lei “ratificato” e che possa trovare, invece, una soluzione alternativa alle richieste degli assistenti amministrativi privi del titolo.
Si tiene a sottolineare come di per sé prevedere una procedura selettiva in concomitanza di una già in corso di svolgimento comporterebbe un’immotivata duplicazione della spesa per l’amministrazione, che potrebbe, invece, attingere, per le ulteriori esigenze, alle graduatorie che si formeranno a breve, al termine del concorso ordinario, senza dover spendere altro danaro pubblico. Non solo, riaprire una finestra di possibilità ai facenti funzione, già ammessi al concorso ordinario, dopo essere stati magari esclusi alle preselettive per il mancato raggiungimento del punteggio utile per l’accesso alle prove scritte, si tradurrebbe in una violazione dell’eguaglianza sostanziale tra i concorsisti, concedendo loro, in pratica, una seconda chance a distanza ravvicinata, e in un concorso con una platea di partecipanti sicuramente più ridotta e, pertanto, oggettivamente più agevole.
Ulteriormente, si evidenzia come tale reazione non sia intervenuta per innescare un’inutile “guerra tra poveri”, ma, semplicemente, in quanto non si è ritenuto corretto prevedere una procedura concorsuale molto dura, con una stringente percentuale di idonei che si collocherà in posizione utile al termine della stessa, per poi avviarne un’altra parallela con parametri tali da creare un’evidente disparità di trattamento. Il caso che potrebbe verificarsi qualora venisse approvato un concorso riservato per i non titolati sarebbe quello di poter vedere al termine dei due concorsi un assistente amministrativo privo dei titoli in ruolo al posto di un giovane titolato che magari, superate positivamente tutte le prove concorsuali, si sia posizionato oltre la soglia di idoneità attualmente prevista.
Sicuramente un’immagine poco in linea con gli alti principi della pubblica amministrazione.
Una soluzione che potrebbe, legittimamente, porre fine a questa situazione, sarebbe quella di avviare procedure di selezione per i facenti funzione per quanto riguarda la figura del Coordinatore amministrativo, attualmente non attivata nonostante sia prevista dai CCNL e, al contempo, abbattere la soglia di idoneità prevista nel concorso ordinario, permettendo a tutti coloro che dimostreranno sul campo le loro competenze di risultare in posizione utile per una futura ed eventuale assunzione, al verificarsi delle condizioni necessarie. La soglia attualmente prevista nell’ordinario, infatti, non ha ragione di esistere, stante l’altissima percentuale di scopertura della figura e la presenza di tantissimi candidati volenterosi e pronti a dare il proprio contributo alle istituzioni scolastiche su tutto il territorio nazionale. Abbatterla non comporterebbe alcun costo e permetterebbe all’amministrazione di poter attingere a lunghe graduatorie, al bisogno, per colmare le scoperture senza dover bandire un ulteriore concorso. Un sintomo importante di questa impellente esigenza lo ha già manifestato il Parlamento ritenendo di dover innalzare tale limite dal 20 al 30 per cento. Segno che tale esigenza è concreta, e a fronte dei massicci pensionamenti (dovuti anche alla misura della “Quota 100”, riconfermata dall’attuale Governo) sarà ancora più importante avere ampie liste di idonei al quale attingere per scongiurare il rinnovarsi della crisi di organico attuale. I sindacati stessi, in questi giorni, hanno acceso l’attenzione sull’elevata età media dei dipendenti della scuola, dove, infatti, il 60% di questi supera i 50 anni di età; ciò non potrà che comportare il bisogno di forze fresche, preparate e pronte a rimanere in servizio per molti anni a venire. Le chiediamo di valutare, in subordine, la possibilità, quantomeno, di innalzare il più possibile la soglia di idoneità, e comunque a non meno del 50%.
Il Comitato sente l’esigenza di scriverLe, altresì, per augurarsi che il concorso in atto non dia gli stessi esiti del concorso per 253 Funzionari Miur, bandito nel 2018 e conclusosi con l’approvazione della graduatoria lo scorso dicembre. Nella suddetta procedura, infatti, a fronte di una capacità assunzionale di 453 unità (253 iniziali più 200 ulteriori a seguito del DPCM del 20 agosto 2019), si è formata una graduatoria di appena 394 unità, numero che, ammesso e non concesso che non vi siano tra loro ulteriori rinuncianti, ha comportato un’immissione in ruolo di una quantità di personale ben inferiore alle esigenze dell’amministrazione, nonostante alle prove scritte avessero preso parte un numero superiore a 2000 candidati. Ciò renderà necessario, purtroppo, bandire un nuovo concorso a breve per coprire i posti rimasti scoperti, replicando la spesa da poco sostenuta. Inutile nascondersi dietro un dito, probabilmente se si fosse considerata la grande mole di concorsi pubblici in corso in contemporanea e le procedure in procinto di essere bandite, non si sarebbe arrivati a tali insufficienti numeri.
Negli scorsi mesi si sono svolte le prove scritte del concorso che ci vede impegnati, prove che hanno comportato enormi sacrifici umani ed economici, portando migliaia di persone a investire tempo, denaro e risorse per preparare prove molto complesse. Purtroppo le notizie circa lo stato delle correzioni languono, ma speriamo che con il Suo insediamento possano arrivare aggiornamenti circa le soglie di ammissione e l’avanzamento dei lavori (un po’ come accade in altri concorsi, quale, ad esempio, magistratura).
Detto ciò, possiamo, altresì, dire di esserci davvero entusiasmati nello studiare le normative che riguardano la scuola, di esserci appassionati alle attività che svolgono quotidianamente i dsga e che siamo rimasti affascinati dal ruolo che essi ricoprono.
Tutti noi siamo pronti e motivati a prendere parte alla macchina della scuola, istituzione in cui fermamente crediamo per la rivoluzione culturale di cui ha tanto bisogno questo Paese.
Ringraziandola per la Sua cortese attenzione,
Le auguriamo un buon lavoro
il Comitato Difendiamo il Concorso DSGA
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