Vecchioni: “Giusto promuovere tutti, la scuola sta reagendo bene”

Roberto Vecchioni, cantautore e prof in una breve intervista ha raccontato la scuola nell’emergenza dal suo punto di vista di cantautore, ma anche di insegnante di liceo. Giusto secondo lui promuovere tutti gli studenti. «La scuola è il campo – dice Vecchioni – che si è organizzato meglio in questo disastro, ha la possibilità di dettare i tempi: i ragazzi possono perdere quattro mesi, ma a quell’età recuperano subito, anzi c’è più tempo, per spiegare, per parlare. Non è malvagia questa cosa per la scuola. Poi, certo, alcuni hanno i mezzi tecnologici e altri no ma nell’intelligenza della scuola se ne terrà conto. Ma è giusto promuovere tutti».
Promuovere tutti
«Credo che i ragazzi debbano essere portati tutti al prossimo anno scolastico – spiega Vecchioni – i mesi iniziali saranno riassuntivi e poi si andrà tranquillamente avanti. Gli insegnanti potranno pensare a un piccolo esame a Natale per vedere a che punto sono. Promuovere tutti non è un atto da pensiero debole o una frase da sinistra datata. È per dire diamo ai ragazzi l’occasione di recuperare questi mesi l’anno venturo. Per la maturità però no, non è giusto promuovere tutti se uno non è maturo lo si capisce: saranno messi a loro agio e avranno più libertà di parlare degli argomenti che vogliono, ma se non sanno nemmeno quelli qualcuno potrà anche essere respinto. Si potrà fare l’esame in videoconferenza o in streaming. Certo, ci sarà chi avrà i libri davanti o qualche suggeritore, ma un prof lo capisce benissimo se un suo alunno viene imbeccato o se sa del suo».
Il tempo degli studenti
«Hanno tanti e tali possibilità – spiega Vecchioni su come i ragazzi potranno impiegare il proprio tempo in questo periodo – credo che, forse non tutti, ma molti riusciranno a usarlo bene. Leggere? Sul leggere non sarei così ottimista per chi non è abituato però se non sprecano tutto il tempo a fare i giochini possono riscoprire uno spazio per parlare, per discutere con le video chiamate, per ascoltare buona musica, per studiare, riguardare collezioni di oggetti e catalogarle. Ho molta fiducia nei ragazzi e penso che abbiamo molta coscienza di sé e di quello che hanno davanti. Il dramma di questo periodo per loro è un altro e non se si potranno promuovere tutti Quale? L’amore. Nessuno lo sta prendendo in considerazione ma per un ragazzo non poter baciare la sua ragazza è una cosa tremenda, i filarini degli adolescenti a volte sono amori. Adesso sono interrotti, di certo rifletteranno su quello che provano. Se tieni a una persona non sono tre mesi che ti divideranno da lei».
La via d’uscita
«All’inizio – racconta Vecchioni su quando finirà l’emergenza – saremo di una fratellanza incredibile, poi, tra un anno, tornerà tutto come prima. Va così: dopo i periodi orribili c’è grande fratellanza e poi le differenziazioni sociali e di potere tornano insieme alle competizioni industriali e personali. Il conflitto ce l’abbiamo dentro».
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