Cronaca

“A scuola a Luglio”. Ruocco (M5s) contro la collega Azzolina

“Le scuole restino aperte fino a Luglio”. Carla Ruocco, deputata M5s, la pensa all’opposto rispetto alla sua collega di partito e ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

L’intervista

“La scuola è troppo importante per pensare che degli strumenti digitali, utili nell’emergenza, possano sostituirla. Se si riuscirà a tornare in classe a maggio, penso che bisognerebbe allungare l’anno scolastico di almeno tre o quattro settimane. Questo lo dico a titolo di madre, sono preoccupata del futuro dei miei figli e del contesto culturale in cui si ritroveranno”. Lo dice Carla Ruocco in un’intervista a Repubblica in cui contrasta le decisioni del ministro. “Sicuramente – dice Ruocco – le scuole stanno facendo molti sforzi. Si stanno impegnando, a partire da presidi e docenti, ma è evidente che il deficit educativo e il deficit relazionale è fortissimo a tutte le età scolastiche. E che noi non possiamo far finta di nulla”.

La didattica

“Io ho figli adolescenti. Sono nativi digitali – racconta Carla Ruocco – non hanno problemi con i mezzi che si trovano a usare in questi giorni. Si tratta di strumenti validi per il passaggio delle informazioni e per la condivisione, ma la scuola può essere solo questo? Chiaramente no. E possiamo fingere di non vedere che per molte famiglie è più complicato che per chi vive in case grandi e ha magari a disposizione più di un pc o di un tablet? Ci sono bambini e ragazzi che vivono in contesti difficili, anche familiari, per i quali la scuola ha una funzione sociale ancor prima che didattica. Ci sono persone che non hanno abbastanza spazio, in casa, per permettere a due o più figli di studiare in tranquillità. C’è chi non è in grado di seguirli, perché lavora o perché non ha la capacità di farlo. Tutto questo può funzionare in situazioni di emergenza, ma – sottolinea Carla Ruocco – non è sostitutivo di un pilastro fondamentale come la scuola”.

La proposta

“Premesso – dice Carla Ruocco – che comanda la comunità scientifica e che sarà il comitato istituito al ministero della Salute a dire come e quando si potrà tornare a scuola, io dico che – se si dovessero riaprire le classi a metà maggio o anche dopo – non si può concludere l’anno scolastico il 10 giugno. Dobbiamo interrogarci se andare avanti tre o quattro settimane dopo il 10 giugno metterebbe i docenti in condizione di allineare i ragazzi: c’è chi ha avuto più possibilità e chi meno di continuare a studiare. C’è chi apprende più facilmente e chi ha bisogno di spiegazioni adeguate. C’è chi ha avuto professori che si sono spesi nella didattica a distanza e chi no”.

Le ferie degli insegnanti

I docenti dicono che il loro telelavoro deve valere come quello degli altri, perché dovrebbero rinunciare alle ferie?
“La teledidattica – spiega Carla Ruocco – non è obbligatoria, è lasciata alla buona volontà delle scuole e dei docenti che, lo ripeto, si stanno impegnando. Per questo credo che – mettendo al centro i bisogni dei bambini e dei ragazzi – non avranno difficoltà a fare uno sforzo maggiore. Ci sono molte categorie di lavoratori che lo stanno facendo in questo momento: i medici, gli infermieri, chi lavora nella filiera agro-alimentare. Tutti dobbiamo pensare a come dare una mano e impegnarci al massimo per uscire al meglio da questa crisi. Tra l’altro, i primi mesi dell’estate saranno quelli in cui tante persone dovranno pensare a come tornare al lavoro, a come ripartire. Per le famiglie -conclude Carla Ruocco – potrebbe essere vitale avere al loro fianco l’istituzione scolastica”.

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