Esami a luglio e riapertura a settembre, Azzolina: Tutto è possibile

Esami a luglio e riapertura a settembre, Azzolina: Tutto è possibile
Riapertura delle scuole a settembre, con parentesi a luglio per gli esami di stato. Questo scenario che, fino a due giorni fa, appariva abbastanza fantascientifico sta ora prendendo corpo.
A spingere per questa soluzione sarebbero gli esperti del comitato tecnico scientifico che affianca il governo in questa emergenza. Per gli scienziati, infatti, l’epidemia potrebbe considerarsi sotto controllo non prima di due mesi. Ma anche questo sarebbe semplicemente uno scenario perché l’accendersi di continui focolai in tutta la penisola non fa prefigurare nulla di buono.
Riapertura a rischio. Tenendo, comunque, come buona l’ipotesi di metà maggio è facile immaginare che l’anno scolastico dovrebbe considerarsi chiuso. D’altronde per alcuni esperti se le scuole sono stati i primi servizi a essere fermati, si pensa che dovrebbero essere gli ultimi a ripartire. Troppo rischiosa la gestione in ambienti chiusi di oltre dieci milioni di individui.
E che la soluzione “riapertura a settembre” stia sempre più prendendo corpo lo conferma, indirettamente, anche la stessa Azzolina. La ministra ha spiegato a Radio Anch’io su Rai Radio 1 che “Gli scenari li stiamo pensando un po’ tutti. Una cosa è certa: le scuole riapriranno solo quando avremo la certezza che studenti e personale potranno rientrare in assoluta sicurezza”.
Ed è per questi motivi che la riapertura a settembre sarebbe quasi inevitabile. “L’anno scolastico sarà salvo in qualsiasi caso: non possono pagare i nostri studenti”, ha sottolineato comunque Azzolina. I primi a rientrare in classe potrebbero comunque essere gli studenti dell’ultimo anno di terza media e superiori, per i rispettivi esami di fine ciclo. La Maturità dovrebbe iniziare – come programmato – con la prima prova il 17 giugno: condizionale però anche qui d’obbligo, perchè se l’epidemia non dovesse fermarsi in tempo anche queste prove potrebbero slittare a inizio settembre.
“Sulla Maturità stiamo pensando a varie soluzioni: il Ministero si sta preparando a tutte le eventualità. Non abbiamo ancora parlato di commissioni interne o esterne: non mi piace la parola ‘esame semplificato’, gli studenti vogliono un esame serio, in linea con quello che stanno apprendendo”.
Riapertura a parte, la ministra dell’Istruzione ha poi ammesso che “sulla didattica a distanza sicuramente la situazione è variegata, con realtà in cui funziona bene e altre in cui meno. C’è un grande sforzo da parte dei docenti. So che alcuni sono in difficoltà, ma la situazione potrà migliorare. Non abbiamo alternative, non devono essere gli studenti a pagare questa crisi. E ricordo che didattica a distanza non è solo apprendimento, ma anche rassicurazione per gli studenti”.
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