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Coronavirus, tamponi anche agli asintomatici. L’infettivologo Galli: Unico modo per ridurre il contagio

Coronavirus, tamponi anche agli asintomatici. L’epidemiologo Galli: Unico modo per ridurre il contagio

Seguire il modello Veneto, meglio ancora quello Coreano: fare i tamponi a tutti. Non esistono provvedimenti che possano arrestare d’impatto la diffusione del coronavirus, ma esempi da imitare sì. Quello di tamponare tutti, anche gli asintomatici è un sistema di prevenzione che sta funzionando in Corea del Sud, dove la letalità è dell’80% in meno che in Italia, ma anche nello stesso veneto. Veneto che ha conosciuto i primi morti ufficiali, ma che sta lentamente restringendo la curva epidemica. A differenza della Lombardia.

Una strategia che viene accolta anche da chi è in prima fila nella lotta al virus. “Il Veneto fa i tamponi per il nuovo coronavirus anche agli asintomatici? Sono assolutamente d’accordo. È utile per il contenimento identificare persone che altrimenti non lo sarebbero e metterle in quarantena”. La rivista ”‘Lancet’ dice che se non si riesce a quarantenare almeno il 70% dei contatti di un positivo non si ferma la malattia in 3 mesi”. E’ la visione di Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, in prima linea contro l’emergenza Covid-19, e ordinario dell’università Statale del capoluogo lombardo.

La Lombardia, dice in un’intervista a ‘la Repubblica’ “dovrebbe trovare il modo di farli. O abbiamo un problema con il denominatore, il numero totale dei positivi. Se facciamo il tampone solo a chi ha sintomi importanti selezioniamo solo la parte più severa dei colpiti, e ci troviamo con una percentuale di letalità tra i ricoverati più alta della Cina, dove è stata del 10-15%. È meglio il modello veneto, se perseguibile. È simile a quello della Corea del Sud, che infatti ha avuto l’ 1% di decessi”

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